CALAIS, INIZIATA LA COSTRUZIONE DEL MURO ANTI-MIGRANTI L'obiettivo è impedire ai rifugiati di introdursi illegalmente nei camion diretti a Dover, dall'altra parte della Manica

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Sono iniziati i lavori per la costruzione del grande muro di Calais, che Londra ha voluto per impedire ai migranti in fuga da guerra e povertà di passare dalla Francia in Gran Bretagna. Alto quattro metri per un chilometro di lunghezza, il muro in cemento armato e dotato di telecamere di sorveglianza sorgerà a poche centinaia di metri dalla “Giungla”, il grande campo profughi che il governo di Parigi si è impegnato a smantellare entro fine anno.

L’obiettivo è impedire ai rifugiati di introdursi illegalmente nei camion diretti a Dover, dall’altra parte della Manica. Interamente finanziata dal governo di Londra, la struttura completerà il recinto di protezione in ferro e filo spinato già eretto nella zona per impedire l’accesso al porto.

Secondo la prefettura del Pas-de-Calais, il muro sarà pronto “entro fine anno“. In base alle stime il progetto dovrebbe costare 3,2 milioni di euro e fa parte di un pacchetto di misure del governo di Londra per meglio controllare il confine con la Francia. Il progetto era stato concordato da tempo fra i due Paesi e l’ex premier David Cameron lo aveva presentato nell’incontro dello scorso marzo col presidente Hollande.

Secondo le ultime stime, sono oltre 10.000 i migranti del campo chiamato ‘la Giungla’, non lontano dalla più importante arteria stradale che conduce al porto e agli imbarchi per l’Inghilterra. A decine ogni giorno tentano di salire sui tir diretti a Dover, spesso incolonnati in attesa di raggiungere i ferry, molto spesso rimanendo vittime di incidenti e causando forti disagi ai conducenti.

Questa immensa barriera ha raccolto non poche critiche, non solo delle associazioni umanitarie ma anche da parte dei diretti interessati, gli autotrasportatori britannici. Una della loro associazioni, la Road Haulage Association, ha parlato di “spreco di denaro pubblico” e chiesto che invece i fondi vengano usati per migliorare la sicurezza e i controlli direttamente sulle strade, potenziando la presenza della polizia e anche usando l’esercito.

 

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