Virus di pace

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Shalom! La pace è il messaggio contenuto nelle Sacre Scritture, essa è frutto della giustizia. “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”(Mt 5,9). Per gli Ebrei il termine Shalom, ha un senso più profondo, cioè la buona relazione con Dio e il prossimo, la felicità vera e propria.

Il 21 settembre ricorre la Giornata internazionale della Pace, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 30 novembre 1981, ed è già programmata la “Marcia per la Pace Perugia-Assisi” iniziativa che promuove i diritti umani, per il prossimo 9 ottobre 2016.
Tutti i Pontefici, hanno dato il loro contributo per edificare tra i popoli la pace, due le dichiarazioni conciliari : Nostra aetate, sulle relazioni con le religioni non cristiane e Dignitatis humanae, sulla libertà religiosa, ed il recente documento della Comece (Commissione Episcopale dell’Unione Europea) intitolato Promuovere la pace nel mondo come vocazione dell’Europa.

Ad Assisi ben due volte Papa Karol, ha invitato i capi delle religioni del mondo a raggiungerlo per unirsi in preghiera e ognuno ha preso un impegno, racchiuso nel cosiddetto “Decalogo di Assisi” per eliminare razzismo e divisioni. Risuona forte ancora oggi il suo appello all’incontro nel 2002 di Assisi: “Mai più violenza, mai più guerra…ogni religione porti…Giustizia e Pace…” La violenza può essere debellata solo con il perdono.

Si tratta di una missione educativa, una conquista, bisogna insegnare alle persone ad amarsi, ed è un compito che ricade soprattutto sulle religioni. E’ urgente far capire agli estremisti, che non devono sfruttare il nome di Dio per giustificare i loro crimini.
Coloro che s’impegnano oggi a costruire un futuro senza odio, sono un esempio encomiabile di come essere operatori di pace, occorre fare una battaglia culturale.

Il cambiamento epocale, viene portato avanti da scelte radicali, la pace deve essere uno stile di vita, un valore da custodire, ed è un diritto-dovere per ciascun uomo di ogni razza o confessione religiosa. Bisogna creare realtà nelle quali si semina ogni giorno la pace.
E’ doveroso sintetizzare i passi di pace realizzati finora, da alcune strutture come: Il Centro ecumenico San Martino a Perugia, che si occupa di costruire un dialogo interreligioso, in collaborazione con l’Università per gli stranieri ; “Rondine” Cittadella della Pace (Arezzo); e la “Piccola Scuola di Pace” di Scandiano (RE).

La prima è una Onlus sorta nel ’97, in essa viene promossa la cultura del dialogo qui, i giovani di paesi martoriati dai conflitti armati, imparano a convivere anche se provengono da popoli nemici. La convivenza dura un biennio, nel quale ciascuno di loro fa una formazione, per poter rientrare nel paese d’origine e intessere una nuova rete sociale e politica per il futuro. L’altra realtà nata nel 2001, ha realizzato un Piccolo Ponte di Pace con la Serbia, tramite iniziative sulla pace per le scuole e i gemellaggi tra i studenti italiani e i ragazzi serbi.

Un’altra positiva esperienza, è quella di un villaggio israeliano speciale, nei pressi della Città Santa: “Neve Shalom-Wahat as-Salam”. Ha due nomi, uno ebreo l’altro arabo, perché qui Ebrei e Arabi convivono in armonia. La scuola è comune a tutti i bambini che imparano entrambe le lingue, le linee guida sono: un centro spirituale pluralista, e la scuola per la pace. I piccoli crescono in un ambiente sereno per volontà delle famiglie, che hanno deciso di vivere la pace.

Il giorno in cui il potere dell’amore, supererà l’amore per il potere, il mondo potrà scoprire la pace”(M. Gandhi).

 

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