GOLPE FALLITO, ERDOGAN: “LO STATO D’EMERGENZA POTREBBE ESSERE PROROGATO” Il presidente turco: "Gli Usa non hanno scuse se continuano a ospitare un terrorista come Gulen". Lotta all'Isis: "A Raqqa agiremo insieme alla coalizione internazionale"

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In Turchia lo stato di emergenza proclamato dopo il tentato golpe del 15 luglio potrebbe essere prolungato oltre gli attuali tre mesi previsti. Lo ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan, parlando a New York prima di partecipare all’assemblea generale dell’Onu: “Potrebbe essere esteso per tre mesi o un mese o anche di più. I gulenisti si sono infiltrati ovunque. Continueremo a identificare e arrestare i golpisti. Estendere lo stato d’emergenza aiuterà questo processo”.

Il presidente turco ha poi ribadito che gli Usa “non hanno nessuna scusa” per continuare a ospitare “un terrorista come Gulen”. Se gli Stati Uniti sono un nostro alleato strategico e un nostro partner nella Nato, ha aggiunto, “allora non dovrebbero permettere a un terrorista come Gulen di guidare il suo gruppo”. Erdogan ha quindi invocato la chiusura in tutto il mondo delle attività del magnate e imam, accusato da Ankara di essere la mente del colpo di Stato fallito.

Quanto alla lotta all’Isis Erdogan ha chiarito che, nonostante l’attuale presenza dei suoi militari nel nord della Siria nell’ambito dell’operazione “Scudo dell’Eufrate”, “la Turchia non agirà unilateralmente per liberare Raqqa (dall’Isis, ndr). Saremo coinvolti in azioni prese dalle forze della Coalizione”. Nel futuro della Siria, ha poi ribadito il leader di Ankara, “Assad non può essere parte di alcun periodo di transizione. Il mondo deve trovare una soluzione che non coinvolga Assad”.

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