MORTE DELL’OPERAIO ILVA: LA PROCURA DI TARANTO INDAGA SU 12 PERSONE Diversi i reati per i quali si sta procedendo. Non è ancora chiara la dinamica dell'incidente in cui è rimasto ucciso un 25enne

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Dodici persone sono state indagate dalla Procura di Taranto per l’incidente che si è verificato sabato mattina, poco prima delle 7, nell’area esterna dell’Afo4 dello stabilimento Ilva in cui è morto Giacomo Campo, 25enne operaio della Steel service. Gli avvisi di garanzia, con le ipotesi di omicidio colposo e altri reati in materia di infortunistica, sono stati firmati dal sostituto procuratore Giovanna Cannarile. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil di Taranto hanno proclamato uno sciopero di tutti i lavoratori dipendenti delle imprese degli appalti pulizie civili e industriali a partire dalle 5 di oggi fino alle 7 di domani.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva commentato con sdegno la notizia dell’incidente sottolineando che “ogni morte sul lavoro costituisce una ferita per l’Italia e una perdita irreparabile per l’intera società. Non è ammissibile che non vengano adeguatamente assicurate garanzie e cautele per lo svolgimento sicuro del lavoro”.

La dinamica dell’ennesimo infortunio nello stabilimento siderurgico pugliese non è ancora chiara. La stessa Ilva, nell’esprimere cordoglio ai familiari dell’operaio, ha riferito che il nastro, danneggiato a seguito di un taglio longitudinale, era stato fermato nella notte per consentire l’intervento di riparazione e, “come da procedura aziendale”, era stato “privato di alimentazione elettrica”.

Qualcosa però non ha funzionato. Nonostante “l’applicazione di tutte le misure di sicurezza – ha aggiunto l’azienda, dopo aver riunito il comitato di crisi, composto dai commissari, dal management e dai tecnici della società – durante le attività di rimozione del materiale ferroso che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall’operatore con un tubo aspirante, il nastro si è attivato e lo ha trascinato”. I sindacati ipotizzano un problema di natura meccanica. “È possibile – sostengono delegati della Fiom Cgil – che il contrappeso, quando è stato tolto il minerale, non sia stato tirato su, consentendo al rullo di muoversi e di trascinare l’operaio”. Le complesse e strazianti operazioni di recupero del corpo da parte dei vigili del fuoco sono durate oltre sette ore.

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