VENTO SOLARE, SCOPERTA L’ORIGINE DOPO 60 ANNI DI RICERCHE Come nasce lo sciame di particelle che può bloccare le comunicazioni terrestri

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Dopo oltre mezzo secolo di ricerche, è stata infine scoperta l’orine del “vento solare”, lo sciame di particelle emesso dalla nostra stella che provoca sulla Terra tempeste geomagnetiche capaci di mandare in tilt comunicazioni e reti elettriche. La sua origine è ai confini dell’atmosfera esterna del Sole, nella “corona”, dove il materiale emesso da “Helios” si trasforma in un flusso turbolento che permea tutto il Sistema Solare. Nello specifico, nella corona il flusso di particelle elettricamente cariche (plasma) viene liberato inizialmente in modo molto ordinato in strutture lineari.

Il plasma è un gas ionizzato costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro la cui carica elettrica totale è nulla. Le cariche elettriche libere al suo interno fanno sì che il plasma, oltre ad essere un buon conduttore di elettricità, risponda fortemente ai campi elettromagnetici. Mentre sulla Terra la sua presenza è relativamente rara (è presente massicciamente solo nei fulmini e nelle aurore boreali), nell’Universo costituisce più del 99% della materia conosciuta: si trova infatti sotto forma di plasma il Sole, le stelle e le nebulose.

Quando si allontana dalla Corona, hanno osservato gli scienziati, il campo magnetico del Sole non riesce più a controllarne l’ordine interno e il plasma comincia a disgregarsi trasformandosi nello sciame di particelle che costituisce il vento solare. La scoperta si deve al gruppo coordinato dal fisico solare Craig DeForest, del Southwest Research Institute a Boulder ed è stata pubblicata sull’Astrophysical Journal.

Erano 60 anni che i fisici dibattevano sull’origine del vento che ‘soffia’ in tutto il Sistema Solare, investendo i pianeti più interni, come la Terra, fino a raggiungere i confini. La nuova scoperta che mette probabilmente la parola fine alle tante teorie ipotizzate, è stata resa possibile grazie all’osservatorio solare Stereo (Solar Terrestrial Relations Observatory) della Nasa. “Ora abbiamo una visione globale dell’evoluzione del vento solare”, ha detto Nicholeen Viall, che lavora presso il Goddard Space Flight Center della Nasa. “Questa ricerca – conclude – ci aiuterà a migliorare la nostra comprensione di come si sviluppa ed evolve l’ambiente spaziale che ci circonda”.

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