Vigili del Fuoco, tra applausi e silenzi

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L’annuncio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi dello stanziamento di 100 milioni di euro per ammodernare mezzi ed attrezzature del Corpo dei Vigili del fuoco, per noi della Federazione Nazionale della Sicurezza Cisl, è una importante e significativa notizia. Quando accade una calamità naturale nel Paese, vengono utilizzati tanti autoveicoli che necessitano di essere di continuo sostituiti per fronteggiare con pari volume e qualità di risposta gli eventi successivi se non addirittura contemporanei.

Ma tutto questo non basta. Non si può più trascurare la questione del lavoro dei Vigili del fuoco contraddistinto dall’alta professionalità e dalla disponibilità al sacrificio ma sottopagato nonostante il riconoscimento di tutti per l’insostituibile funzione svolta quotidianamente in favore della collettività. Abbiamo più volte sollecitato il Governo sulle necessità del personale e speriamo che questa volta ci siano, insieme al rinnovo dei mezzi, anche dei tangibili benefici economici per questi professionisti che meritano sul campo riconoscimenti concreti al proprio lavoro, certamente non inferiore a quello svolto da altri operatori della sicurezza. Come ha dimostrato, da ultimo, il violento terremoto abbattutosi il 24 agosto sull’ Italia centrale, nelle calamità naturali che sconvolgono il territorio e mietono vittime a prevalere è sempre l’umanità, la disponibilità estrema oltre che la professionalità dei Vigili del Fuoco.

Tutti i soccorritori intervenuti nelle zone colpite dagli effetti devastanti del sisma hanno avuto grandi apprezzamenti per l’opera svolta. Aver salvato dalle macerie 238 persone è un primato che non ha precedenti in circostanze simili e rappresenta di certo una bella nota positiva in un quadro di desolante dolore e di così profondo sconforto. Nelle aree terremotate si è scavato e si continua ancora oggi a scavare di notte e di giorno, con il sole e con la pioggia anche a mani nude, senza fermarsi, con coraggio, caparbietà e spirito di abnegazione. Ma i Vigili del Fuoco non si considerano nè vogliono essere considerati ‘eroi’. Sono professionisti che svolgono il proprio compito con impegno e serietà, sapendo di rischiare e non poco nel soccorrere gli altri.

Non subiscono gli eventi, si impongono con la testa e con il cuore di risolverli subito e soprattutto al meglio. Spesso il dramma, il dolore, la disperazione con cui purtroppo hanno a che fare, nel medio o lungo termine, hanno effetti sulla loro salute psico-fisica. Ecco perchè i Vigili del fuoco che lavorano in silenzio sia negli interventi ordinari che in quelli straordinari delle emergenze naturali gradirebbero molto che il Governo, finita la fase acuta dei soccorsi, provvedesse a riconoscere il loro particolare e rischioso lavoro quantomeno retribuendolo alla pari degli stipendi degli operatori di polizia.

Questo di sicuro sarebbe un tangibile segnale di serietà e di coerenza rispetto ai tanti, mai troppi, apprezzamenti pubblici fatti anche dal Presidente Renzi e troverebbe il plauso, ne siamo sicuri, dell’intera popolazione. Non facciamo come è sempre avvenuto che dopo tanti elogi, domani, quando si saranno spente le telecamere ed il terremoto non farà più notizia, questi uomini e queste donne cadano nel dimenticatoio. C’erano ieri, ci sono oggi, ci saranno domani. Sempre al servizio del Paese.

Pompeo Mannone

Segretario Generale Fns (Federazione Nazionale Sicurezza) Cisl

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