ALLARME NEET IN ITALIA: UN QUARTO DEI GIOVANI NON LAVORA NE’ STUDIA Lo sostiene un rapporto dell'Ocse. L'80% degli universitari non riceve alcun aiuto finanziario o sostegno per le tasse d'iscrizione

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Secondo l’Ocse in Italia un terzo dei giovani tra i 20 e i 24 anni non lavora e non studia. Appartiene, cioè, alla categoria dei Not (engaged) in Education, Employment or Training (Neet). Tra il 2005 e il 2015 la loro percentuale è aumentata in misura superiore rispetto agli altri Paesi dell’area Ocse: +10 punti. Ciò è in parte dovuto alla crisi economica che ha avuto come conseguenza un calo del 12% del tasso di occupazione dei 20-24enni.

Tuttavia, l’Ocse fa notare che altri Paesi, come Grecia e Spagna, hanno visto una diminuzione simile (o maggiore) del tasso di occupazione senza registrare un aumento così vistoso dei Neet. In questi Paesi molti giovani disoccupati sono stati reinseriti nell’istruzione (in Grecia la percentuale di 20-24enni iscritta a un corso di studi è aumentata del 14% e in Spagna del 12%, mentre in Italia è solo +5%). Il fatto che molti giovani senza lavoro non abbiano scelto di proseguire gli studi suggerisce che l’Università non viene ritenuta un’opzione attraente per entrare nel mercato del lavoro.

In Italia, sempre secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico,  circa l’80% degli studenti iscritti all’università (corsi di laurea di primo e secondo livello) non riceve alcun aiuto finanziario o sostegno per le tasse d’iscrizione sotto forma di borse di studio o prestiti. Questo “ulteriore ostacolo” all’accesso all’istruzione terziaria emerge dall’ultimo rapporto Ocse “Education at a glance” diffuso oggi. Soltanto uno studente su cinque usufruisce di una borsa di studio, nonostante le tasse d’iscrizione ai corsi di laurea di primo livello nelle istituzioni pubbliche si collochino al nono livello più alto tra i Paesi con dati disponibili (i dati per l’Italia includono anche i corsi di laurea di secondo livello). E la percentuale di studenti che utilizzano i prestiti bancari garantiti dal settore pubblico, sebbene stia segnando un rapido aumento, è ancora inferiore all’1%.

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