REFERENDUM, RENZI: “IL 26 SETTEMBRE SCEGLIEREMO LA DATA DEL VOTO” Il premier a Uno Mattina: "L'Italicum? Ottima legge elettorale. Ma vogliamo dare un segnale d'apertura"

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“La data del referendum costituzionale la deciderà il Consiglio dei ministri che si terrà il 26 settembre”. Lo ha detto Matteo Renzi a Uno Mattina. “Per me l’Italicum – ha aggiunto il premier – è un’ottima legge elettorale, ma se qualcuno ha proposte che le tiri fuori. Altrimenti è un dibattito surreale. Ma se ci viene chiesto: siete disponibili a cambiare la legge elettorale come segnale di ascolto e apertura? Io rispondo assolutamente sì. Chiederemo ai partiti, gli altri partiti delle opposizioni, quali sono le loro idee altrimenti è una discussione surreale”.

Per quanto riguarda il sisma di Amatrice, secondo il capo del Governo “la partita per le popolazioni colpite dal terremoto “è ancora molto difficile, molto complessa da gestire perché c’è intanto c’è un dolore per queste famiglie che non passerà mai: 300 persone non ci sono più. E’ importante che la scuola di Amatrice sia riaperta: ora l’obiettivo è evitare che i nostri connazionali vivano nelle tende per l’inverno e contemporaneamente garantire loro, con le casette di legno, di tornare nei loro comuni. E’ un’operazione che durerà qualche mese”.

Passando alle regole europee, per Renzi “l’Italia le sta rispettando. Altri paesi non le stanno rispettando: perché va ricordato che c’è la regola del deficit ma anche la regola del surplus primario che la Germania non rispetta. Se le regole valgono deve valere per tutti. A Bratislava come negli altri vertici, porto la voce di un Paese che si è stancato di ricevere la lista delle cose da fare”.

E sulla legge di stabilità ha assicurato che “i fondi alla sanità nel 2017 continueranno a crescere. Certo il ministro della Sanità chiede dieci e magari otterrà uno, ma non è che ha avuto un taglio: voleva dieci e ha avuto uno. I soldi per la sanità aumenteranno e non ci sarà nessun intervento sui pacchetti di sigarette. Se ci saranno tagli – sottolinea – non sarà sul passato ma sulle richieste dei ministeri”.

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