APPALTI: 20 ARRESTI A CASERTA, C’E’ ANCHE IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Complessivamente sono state indagate 35 persone. Per i pm si tratta di associazione a delinquere

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sequestro guardia di finanza

Diverse persone sono finite in manette nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza sull’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi comuni del Casertano. Complessivamente gli indagati sono 35, ma le misure cautelari riguardano venti persone.

In carcere sono finiti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Caserta, Angelo Di Costanzo (per fatti risalenti a quando era sindaco di Alvignano); l’assessore all’ambiente di Alvignano, Luigi Simone Giannetti; Vincenzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese; il presidente del Consorzio di Bonifica Sarno-Alifano, Pietro Andrea Cappella; Luigi Imperadore, imprenditore titolare della “Termotetti”; Francesco Iavazzi, titolare dell’azienda Impresud. Ai domiciliari sono finite sette persone, tra cui l’ex sindaco di Casagiove (Caserta) Elpidio Russo.

Nel corso della conferenza stampa di rito i pm hanno parlato di una vera e propria associazione a delinquere che aveva come obiettivo quello di condizionare gli affidamenti degli appalti per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, corrompere pubblici ufficiali e truffare gli enti. Tra i reati contestati figura anche l’abuso d’ufficio.

Le trentacinque persone indagate secondo gli investigatori avrebbero agevolato la Termotetti S.a.s e altre società riconducibili allo stesso gruppo che opera in vari settori e in varie regioni italiane. L’azienda – riconducibile a Luigi Imperadore, imprenditore di San Potito Sannitico (Caserta) – si è aggiudicata, tra il 2013 e il 2015, gare di appalto per il servizio di igiene urbana ad Alvignano, Piedimonte Matese e Casagiove. Il tutto concedendo “utilità” a pubblici funzionari. Al Consorzio Stabile Sannio Appalti si è aggiudicato, con le stesse modalità, l’appalto dei lavori al lotto di Presenzano I presso il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, diretto da Pietro Andrea Cappella, che figura tra le venti persone arrestate.

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