ESPLOSIONE IN UNA FABBRICA IN BANGLADESH, SI AGGRAVA IL BILANCIO: 31 I MORTI Dopo l'incidente, si è di nuovo aperto il dibattito che mette sotto accusa la sicurezza edilizia nel Paese

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Continua ad aggravarsi il bilancio dell’esplosione avvenuta lo scorso sabato mattina in una fabbrica di confezionamento situata nel complesso industriale di Tongi, a Gazipur – circa 20 chilometri da Dacca, alla quale è poi seguito un incendio e il crollo della struttura. Nelle prime ore della mattinata di oggi, i vigili del fuoco hanno estratto altri corpi da sotto le macerie, facendo così salire il bilancio delle vittime a 31.

L’incidente, come riferito dai media, è avvenuto in fabbrica di imballaggio e, al momento dell’esplosione, all’interno dello stabile si trovavano circa 100 persone. Oltre 60 persone sono rimaste ferite, mentre mancano ancora all’appello alcuni lavoratori. Dopo la deflagrazione, è divampato un incendio che si è propagato per la struttura in modo molto veloce ed ha causato il collasso del 70% dell’edificio, costruito su tre piani.

A due giorni dall’incidente, non è ancora chiaro cosa abbia causato l’esplosione. In un primo momento, le autorità locali avevano ipotizzato che avesse avuto origine nel locale delle caldaie, ma poi alcuni funzionari del governo hanno smentito l’ipotesi, dichiarando che le caldaie non presentavano danni. Secondo loro è molto più probabile che l’esplosione sia stata originata da una fuga di gas.

Dopo l’incidente, si è di nuovo aperto il dibattito che mette sotto accusa la sicurezza edilizia nel Bangladesh. Già in passato nel Paese si sono verificati episodi simili dovuti alla costruzione non a norma degli edifici, sintomo della speculazione che regna nel settore edile.

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