ANCHE LONDRA COSTRUIRA’ UN MURO PER FERMARE I PROFUGHI

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giungla calais

Un nuovo muro presto potrebbe dividere l’Europa. La Gran Bretagna sarebbe, infatti, pronta a finanziare la costruzione di una barriera lungo l’autostrada che arriva al porto francese di Calais per fermare i migranti che cercano di salire a bordo dei camion diretti in Inghilterra. La notizia è stata riportata dalla Bbc, che ha citato il sottosegretario per l’immigrazione Robert Goodwill.

Il grande muro

Soprannominato dai media britannici “il grande muro di Calais”, sarà alto quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell’arteria stradale vicina al campo Giungla, dove vivono migliaia di migranti. Secondo le stime il progetto dovrebbe costare 1,9 milioni di sterline e fa parte di un pacchetto di misure da 17 milioni di pound del governo britannico per meglio controllare i confini gestiti insieme alle autorità francesi.

Paura della “Giungla”

Questa decisione arriva in un momento delicato. Giusto un paio di giorni fa agricoltori e camionisti avevano bloccato l’autostrada chiedendo a gran voce la chiusura della “Giungla”, il gigantesco campo profughi sorto a Calais.

Le reazioni

L’iniziativa però non piace a tutti. Secondo Richard Burnett, direttore generale delle Associazioni Autotrasportatori, si tratterebbe di un “cattivo utilizzo del denaro pubblico“. Sarebbe preferibile, ha aggiunto, “investire i soldi per aumentare la sicurezza lungo le strade che conducono al porto”. Per l’avvocato dello studio Dwf, Vikki Woodfine, il vero problema è “la mancanza di polizia. Il caos regna nella regione di Calais, e i trasportatori vengono multato fino a £ 4.000 se i migranti vengono trovati nei loro camion”.

I precedenti

Il Regno Unito non è il primo Paese europeo a ricorrere a questo strumento per contrastare l’ondata di disperati provenienti dai teatri di guerra del Medio Oriente, Nord Africa e Africa Subsahariana. A un anno dalla costruzione del primo “muro difensivo” al confine con la Serbia (175 km di filo spinato, alto 4 metri), l’Ungheria di Viktor Orban ha annunciato nelle scorse settimane una nuova barriera fortificata anti-migranti lungo la stessa frontiera meridionale. Di recente Budapest ha inoltre disposto l’impiego di altri 3 mila poliziotti a protezione del confine meridionale, in aggiunta ai 3.500 già in servizio.

Nel novembre 2015 la Macedonia ha avviato la costruzione di una barriera (1,5 km di rete sovrastata da filo spinato) al confine con la Grecia, nei pressi di Idomeni, il campo in territorio ellenico divenuto per mesi un gigantesco imbuto per i profughi. Bloccare i profughi è anche l’obiettivo del muro edificato dalla Spagna nell’enclave di Ceuta e Melilla, a ridosso del Marocco. La Bulgaria, infine, nel 2014 ha iniziato a costruire una barriera per fermare i flussi migratori provenienti dalla Turchia.

 

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