PARIGI, AUTO BOMBA SCOPERTA DAVANTI ALLA CATTEDRALE DI NOTRE DAME Sei contenitori di gas, ma nessun innesco né detonatore. Raffica di fermi effettuata dalla polizia

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Il terrore corre ancora una volta sul fil rouge parigino, ma stavolta l’intelligenge sembra non essersi fatta trovare impreparata. Un’auto contenente almeno sei bombole di gas è stata infatti scoperta nella notte tra sabato e domenica nei pressi della cattedrale di Notre Dame a Parigi.

Niente innesco

I dettagli li ha forniti l’Antiterrorismo, precisando che il veicolo, una Peugeot 607, non aveva targa. Le bombole non erano collegate a nessun detonatore. Probabilmente la preparazione dell’ordigno era ancora in fase embrionale, e dunque l’auto era ancora “inoffensiva”. Ma una volta innescata sarebbe risultata devastante.

Le indagini

Le indagini proseguono a ritmo serrato, e nelle ultime ore sono stati effettuati 5 o 6 fermi. Ormai non viene tralasciato nemmeno il più piccolo sospetto: d’altronde le ferite della Francia dopo l’attentato al Bataclan e la strage di Nizza sono ancora aperte. Secondo Le Figaro, fonti della sicurezza definiscono enigmatico e inquietante, è preso molto sul serio nel contesto dell’attuale allarme terrorismo. Già il 24 maggio scorso, in un’audizione davanti all’Assemblea nazionale Patrick Calvar, direttore generale della sicurezza interiore (Dgsi), si era detto “persuaso” che l’Isis “passerà alla fase delle auto bomba e degli ordigni esplosivi”.

La paura

Prima ancora, nel gennaio 2015, erano stati attaccati gli uffici del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, e il supermercato kosher Hyper Cacher, a Porte de Vincennes. Dopo quegli attentati il dispositivo antiterrorismo in Francia è stato largamente rimodulato, ma i risultati non sono stati quelli sperati. Anzi.

Stato di emergenza

Ecco dunque che questo ritrovamento può rappresentare il segnale che qualcosa sia davvero cambiato, e che Parigi sia ora in grado di difendersi. Va anche ricordato che l’Assemblea nazionale francese ha votato poco tempo fa l’estensione dello stato di emergenza fino al 2017, nonostante il presidente François Hollande in un’intervista avesse dichiarato che non sarebbe stato prolungato. Ed è la quarta volta che il Parlamento francese vota in questo senso. Secondo quanto si apprende sei persone sarebbero state arrestate. Fra queste ce ne sarebbe almeno una schedata come jihadista integralista, a rischio terrorismo.

Riservisti

La tensione è rimasta sempre alta. Durante l’estate il governo ha cercato di aumentare come poteva i controlli. Hollande ha richiamato tremila riservisti supplementari, in modo da portare il loro numero complessivo a 15mila. “I prefetti – aveva spiegato il presidente della Repubblica – potranno attingere a questa risorsa per garantire la sicurezza dei diversi eventi estivi in ogni dipartimento”.

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