CERTOSA DI SAN BRUNO, IL CUORE SPIRITUALE DELLA CALABRIA Si resta affascinati dall’atmosfera di serenità, nonostante il complesso architettonico sia austero

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certosa san bruno

L’Abbazia certosina a Serra San Bruno, meglio conosciuta come la Certosa dedicata a due Santi Brunone di Colonia e Stefano, risale al XII secolo sorta grazie alla donazione dei terreni da parte del Conte Ruggero d’Altavilla al monaco tedesco. La Certosa è il centro spirituale nel cuore della regione calabrese, una vera e propria oasi di pace e preghiera. Appena si giunge al monastero si ammira un panorama quasi surreale, il melodioso canto degli uccelli, i colori prevalenti del paesaggio sono le incantevoli sfumature del verde degli abeti bianchi e dei faggi, i raggi del sole illuminano il color un po’ scuro del muro in pietra che protegge l’abbazia.

Si resta affascinati dall’atmosfera di serenità, nonostante il complesso architettonico sia austero. Il convento rispetta i canoni architettonici tipici dei monasteri certosini, quindi il complesso ruota attorno alla chiesa e al chiostro. Il monastero è un luogo ricco di fede e cultura, la forma di vita consacrata qui trova la sua massima espressione, perché la preghiera occupa il primo posto, l’anima è a tu per tu con Dio, qui viene favorita la dimensione spirituale che ad alti livelli raggiunge la mistica. La preghiera assidua dei monaci è rivolta proprio alla comunità esterna sempre più logorata dalle distrazioni mondane.
I monaci certosini rispettano la regola di clausura, da essa scaturisce la pace interiore, il tempo assume il suo vero valore cioè dono di Dio, non il susseguirsi delle ore. Essi possono vedere i familiari una volta l’anno per un paio di giorni.

L’ordine certosino prevede una formazione che dura otto anni attraverso le seguenti fasi: Postulato, Noviziato, Professione temporanea e la Professione solenne. Lo studio è un tratto peculiare dei monaci, basti pensare in passato che proprio grazie ai famosi amanuensi molti codici e testi sacri furono ricopiati con le bellissime miniature che impreziosiscono gli antichi libri. Infatti la Certosa è fornita di una biblioteca non aperta però al pubblico, contenente 25.000 volumi, un prestigio della storia cristiana calabrese.
Sono stati i certosini stessi nel 1994 a suggerire la realizzazione del Museo della Certosa.

Esso sorge dentro il convento, è composto da 22 sale attraverso le quali i pellegrini in qualche modo entrano in contatto con la realtà inaccessibile dei religiosi. Vi è allestita una mostra con pannelli che documentano la storia di S. Bruno infine una sala multimediale per vedere i momenti più salienti della vita monastica. A conclusione della visita al museo si giunge ad una piccola cappella luogo ideale per un raccoglimento, ricavata nella torre che risale al ‘500. Ricordiamo qualche passaggio delle riflessioni fatte dai pontefici che si sono recati alla Certosa, Giovanni Paolo II nel 1984, durante la visita pastorale in Calabria, nel suo discorso ai monaci certosini disse: “ Voi da questo monastero siete chiamati ad essere lampade che illuminano la via su cui camminano tanti fratelli e sorelle sparsi nel mondo”.
Importanti parole pronunciate anche da Benedetto XVI nel 2011, nella sua omelia : “Mi è caro anzitutto sottolineare come questa mia visita si ponga in continuità con alcuni segni di forte comunione tra la Sede Apostolica e l’Odine Certosino. Negli ultimi decenni, i media hanno diffuso un fenomeno: la virtualità che rischia di dominare sulla realtà. Una tendenza che oggi ha raggiunto un livello tale da far parlare di mutazione antropologica”.
Infatti oggi poche persone apprezzano il silenzio, perché quando lo spirito non è allenato allora il silenzio è vuoto, ma non si potrà mai ascoltare la voce del Signore in mezzo a tanto rumore.

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