OGGI SI CELEBRA L’11ESIMA GIORNATA PER LA CUSTODIA DEL CREATO Il tema scelto dalla Cei per il 2016 è "La misericordia del Signore per ogni essere vivente"

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Si celebra oggi l’11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato “La misericordia del Signore per ogni essere vivente”. “Celebrare la Giornata del Creato nell’Anno giubilare – si legge nel comunicato della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, giustizia e pace – un invito a vivere fino in fondo – nella nostra esperienza di fede, come nei comportamenti quotidiani – questa dimensione della misericordia divina”.

“La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo, la misericordia del Signore ogni essere vivente”, si legge nel Siracide. “Così – prosegue il testo – la Scrittura canta l’amore di Dio nella sua ampiezza senza misura. Non a caso Papa Francesco sottolinea che proprio l’amore di Dio è la ragione fondamentale di tutto il creato: Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata’”. “Davvero la traboccante misericordia del Dio trinitario si espande a creare un mondo ricco di una varietà di creature”, conclude la commissione.

La Giornata per la custodia del creato è un’iniziativa voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee che consiste in una giornata annuale dedicata a riaffermare l’importanza, anche per la fede, dell’ambientalismo con tutte le sue implicazioni etiche e sociali. Lo sviluppo della sensibilità ai temi ambientali avvenuto nella Chiesa nella seconda metà del secolo scorso, si è strettamente intrecciato con i temi della giustizia e della pace e il termine “salvaguardia del creato” è stato usato fin dai primi documenti ufficiali per indicare questa visione unitaria.

La giornata si celebra tradizionalmente il 1º settembre, capodanno ortodosso, su proposta fatta nel 1989 dell’allora patriarca di Costantinopoli Dimitrios I che, nell’enciclica indirizzata per l’inizio dell’anno ecclesiastico, scorgeva tutto il pericolo per il deteriorarsi dell’ambiente, ma avvertiva anche di tutta la responsabilità della Chiesa nei confronti dell’opera di Dio.

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