MONGOLIA: OGGI LA PRIMA MESSA DI DON GIUSEPPE, UNICO SACERDOTE INDIGENO "Spero di riuscire a camminare sul sentiero indicato dal Signore e fare la Sua volontà”

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Don Giuseppe Enkh-Baatar, primo sacerdote indigeno della piccola comunità cattolica della Mongolia, ha celebrato questa mattina la sua prima messa: “La prima messa celebrata da un neo-sacerdote – ha detto nell’omelia – è sempre un dono di Dio. Ma questa messa, questa liturgia eucaristica è per me un dono ancora più grande. Ora spero di riuscire a camminare sul sentiero indicato dal Signore e fare la Sua volontà”.

Il giovane è stato ordinato sacerdote ieri nella cattedrale dei santi Pietro e Paolo a UlaanBaatar, la stessa chiesa dove questa mattina ha celebrato la sua prima liturgia eucaristica. Più di 40 i sacerdoti che hanno concelebrato, dai padri missionari della Consolata presenti da anni nel Paese asiatico fino a p. Modesto, venuto dall’arcidiocesi di Napoli in rappresentanza del cardinal Sepe.

L’ordinazione è stata presieduta dal Prefetto apostolico mons. Wenceslao Padilla, che oggi festeggia il 12esimo anniversario della sua ordinazione episcopale; da mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo della diocesi sudcoreana di Daejeon dove Enkh ha studiato; e dal nunzio in Corea e Mongolia, mons. Oswaldo Padilla. Per il primo “don” mongolo, erano presenti 1.500 fra fedeli e ospiti, fra cui rappresentanti del governo e delle autorità cittadine; folta anche la rappresentanza diplomatica. Fra i presenti molto commossa la madre di Enkh, che ha abbracciato il figlio definendolo “un orgoglio”.

Un evento davvero singolare per la Mongolia, Nazione asiatica con poco più di tre milioni di abitanti, in larga maggioranza di religione buddista (53%) o atea (38%). I cristiani rappresentano solo un 2% del totale, pari a 600 mila persone dislocate nel secondo più grande Stato del mondo privo di accesso al mare. Da qui la grande gioia, per questa piccola comunità, per l’ordinazione del primo sacerdote mongolo.

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