POLIZIA IN ALLARME: MANIFESTANTI “ASSEDIANO” IL CONGRESSO DI BRASILIA, MA ERANO SOLO IN CERCA DI POKEMON

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Cosa succede nella capitale del Paese carioca? Un gruppo di 50 manifestanti si avvicina “minaccioso” e cerca di entrare nei locali del congresso di Brasilia. Lì la situazione è tesa perché il Senato è riunito per la sessione finale della procedura di impeachment nei confronti della presidente della Repubblica eletta, Dilma Rousseff. Una prima domanda sorge spontanea: il manipolo di “agitatori” sarà pro o contro la discussa donna politica brasiliana? I parlamentari danno subito l’allarme e la polizia si mobilita altrettanto prontamente. Ma il fatto si risolve quasi subito, superato qualche attimo di smarrimento. Al mezzo centinaio di “arditi” che cerca di entrare nelle stanze dei bottoni non importa un fico secco della “presidenta”. Il gruppo, infatti, sta solo giocando a Pokemon Go ed è alla ricerca spasmodica di nuovi mostri da collezionare. Problema risolto.

Non è certo questo il primo né l’ultimo episodio che ha visto protagonista l’“invadente” app Nintendo e Niantic che ha conquistato milioni di persone. In Norvegia, nel corso di un’importante riunione del Comitato per gli Affari esteri e per la Difesa, la leader del partito liberale Trine Skei Grande, viene pescata a sollazzarsi con Pokemon mentre i colleghi dibattono. Una figuraccia che la donna si è limitata a giustificare spiegando che il gioco l’aiuta a concentrarsi meglio! Mentre da più parti giungono voci che la famigerata applicazione a metà luglio avesse perso 55 dei 100 milioni di utenti – che comunque resta pur sempre una cifra da capogiro – “incidenti” come quelli avvenuti in Brasile e in Norvegia non fanno che aumentare la fama dei “Pocket Monsters”. Alla fine, un ultimo interrogativo da parte di chi magari questi marchingegni li conosce e apprezza poco: “Ma tra tutte le cose che il mondo offre, è possibile che bisogna proprio andare in giro a cercare dei mostri?”.

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