LA MESSA DI MONS. D’ERCOLE NELLE TENDOPOLI DEI TERREMOTATI I pompieri creano la croce per l'altare con scale ed elmetti

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messa

Questa mattina monsignor Giovani D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, ha celebrato la santa Messa della domenica nelle tendopoli di Pescara ed Arquata del Tronto. Il presule ha esortato “a trasformarsi in una famiglia” tutti i presenti, e condividendo questo sentimento anche con chi ha perso le case e i soccorritori, definiti dal vescovo “le braccia dell’amore”.

Nella tenda adibita a cappella, alle spalle del monsignore, una croce diversa dal solito. E’ composta da due scale legate tra loro e da alcuni elmetti dei Vigili del Fuoco. In tal modo i pompieri di Cuneo hanno creato il simbolo della passione di Cristo, poi posta alle spalle dell’altare. La Chiesa si sta dimostrando molto vicina agli sfollati. Anche il Papa, durante l’Angelus, ha fatto sapere che si recherà presto nelle zone colpite dal terremoto. “Cari fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede e il sostegno della speranza cristiana”.

La messa è stata celebrata dopo una notte sostanzialmente tranquilla, la prima senza scosse importanti, all’indomani della giornata del lutto e dei funerali solenni delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno. Le vittime sono 240 nel reatino, di cui 229 ad Amatrice e 11 ad Accumoli. Resta invece di 50 vittime il bilancio nelle Marche. Ad Amatrice, nel Reatino, città simbolo del sisma, restano ancora 14 persone da identificare, per cinque delle quali sarà necessario l’esame del Dna. Nella cittadina si scava ancora, ormai più per recuperare eventuali corpi sotto le macerie che nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo.

Le vittime finora accertate del terremoto sono 290 – cifra corretta dalla prefettura di Rieti rispetto a 291 -, mentre il numero di 10 dispersi è giudicato “plausibile” dal capo della Protezione civile, che però lo attribuisce al sindaco di Amatrice. “Noi non facciamo numeri sui dispersi per la difficoltà di dimensionare il fenomeno – ha detto dopo la prima riunione della nuova Direzione comando e controllo a Rieti -. Se il sindaco ha contezza che ad Amatrice mancano 10 persone all’appello, noi lavoriamo per ritrovarle”.

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