TERREMOTO, IL CDM DECRETA LO STATO DI EMERGENZA E STANZIA 50 MILIONI DI EURO "Padoan si accinge a firmare il blocco delle tasse" ha scritto Renzi su twitter

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 Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e i primi 50 milioni necessari e il blocco tasse per i territori coinvolti dal terremoto. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. “Padoan si accinge a firmare il blocco delle tasse” ha scritto Renzi, al termine del cdm, su twitter. Il premier ha anche sottolineato: “Quello che è accaduto con il sisma dell’Italia centrale “è sempre un momento che fai fatica ad accettare, prima di essere politici siamo essere umani”, per questo “la condivisione del dolore e dell’emozione e’ la priorita’”.

Il Premier invita poi tutti a superare le divisioni politiche almeno nei momenti della tragedia: “L’Italia, tutta assieme – sottolinea – può fare un salto di qualità con un progetto che non sia limitato alla gestione dell’emergenza”. E lancia un progetto: “Non basta essere all’avanguardia dell’emergenza, possiamo avere una visione per la ‘casa Italia’ che sia capace di affermare la cultura della prevenzione, dobbiamo riuscire ad essere seri con noi stessi sulle bonifiche sul dissesto idrogeologico, sulle questioni infrastrutturali e su altri temi, dall’efficienza energetica alla diffusione della banda larga”. Un progetto – prosegue – “che sia serio e non sia un elenco di parole. Una operazione in cui chiamare insieme tutti i principali attori del nostro Paese, dalle associazioni di categoria ai sindacati, dal mondo dell’associazionismo fino per ragionare un progetto che sia il più serio e sistematico”.

Sulla situazione attuale nel Lazio e nelle Marche, il premier spiega: “E’ una priorità continuare a lavorare, assicurare un posto in cui dormire, gestire nel rispetto del territorio la possibilità delle persone di restare vicini alle loro radici, che è un diritto di queste donne e questi uomini. Accanto a questo primo tema, c’è però il tema della ricostruzione di quei borghi. Non ci sarà la cinquantesima festa dell’Amatriciana, ma vogliamo che quei luoghi abbiano la possibilità di avere un futuro e non essere solo un ricordo”, ha aggiunto.

Poi, tornando al sisma che colpì il Capoluogo abruzzese nel 2009 e fece oltre 300 morti, ha detto: “Il nostro governo è quello che ha rimesso in moto gli investimenti a L’Aquila. Oggi ci sono 93 cantieri aperti, nel 2014 si è ripartiti perché prima era tutto bloccato. I soldi ci sono, vanno spesi bene. E’ sciacallo il corrotto e il corruttore che ruba i soldi messi per la ricostruzione”.

 

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