SIRIA, LA DENUNCIA DELLE ONG: 16 CIVILI MORTI IN SCONTRI TRA GOVERNO E CURDI Sei delle persone morte erano minorenni

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Sedici civili, tra i quali sei minori, sono morti nei bombardamenti governativi e negli scontri cominciati ieri e che continuano oggi nella città di Hasaka, nel nord-est della Siria, tra forze lealiste e le milizie curde impegnate nella guerra all’Isis. A riferirlo è l’Osservatorio nazionale per i diritti umani, Ondus, secondo cui i combattimenti nella giornata di oggi hanno subito una pesante escalation. Negli scontri sono rimasti uccisi anche cinque miliziani delle forze lealiste.

Migliaia di civili hanno lasciato Hasaka per sottrarsi ai bombardamenti, riferisce la televisione panaraba Al Jazira. In questi cinque anni di guerra civile è la prima volta che le forze lealiste prendono di mira con bombardamenti le forze curde, che non sfidano apertamente il governo di Damasco ma si limitano a controllare le regioni abitate da curdi nel nord del Paese, combattendo in particolare contro lo Stato islamico.

Intanto, la tregua in Siria nelle ultime 24 ore è stata violata sei volte nella regione di Damasco e una volta in quella di Latakia: lo sostiene il ministero della Difesa russo. Mosca accusa il gruppo Jaysh al-Islam di aver sparato con i mortai su sei centri abitati nella provincia di Damasco e il gruppo Ahrar al-Sham di aver “attaccato unità delle forze armate siriane vicino alla montagna di Abu Ali, nella provincia di Latakia”.

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