PRIGIONI PRIVATE NEGLI USA: OBAMA LE VUOLE CHIUDERE E I TITOLI CROLLANO A WALL STREET Negli Stati Uniti ci sono circa 2,2 milioni di detenuti, l'8,7% è recluso in carceri private

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Giornata nera per i titoli Correction Corp of America e Geo Group che hanno subito un pesante tonfo a Wall Street, tanto da essere sospesi dalle contrattazioni. Il picco in negativo è in parte dovuto all’annuncio fatto nella giornata di ieri dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha annunciato di voler chiudere tutte le prigioni private nel Paese. Le azioni dei due operatori sono crollate così di oltre il 40%.

La decisione, resa nota dal vice attorney general Sally Yates, segue una recente ispezione del ministero della giustizia, dalla quale è emerso che le prigioni gestite dai privati hanno più problemi di sicurezza di quelle federali. La mossa interesserà migliaia di detenuti, che saranno trasferiti nei penitenziari pubblici, dove la popolazione carceraria è diminuita grazie alla mutata politica sanzionatoria negli ultimi tre anni. Favorevole alla decisione Hillary Clinton; contrario il suo rivale repubblicano nella corsa alla Casa Bianca, Donald Trump.

Negli Stati Uniti ci sono circa 2,2 milioni di detenuti, l’8,7% è recluso in carceri private. Dal 1990 al 2010 questi detenuti sono aumentati del 1600 per 100. Tra il 2000 e il 2010 il numero di queste prigioni è raddoppiato. Ce ne sono 138, con 133 mila detenuti e sono diffuse in tutto il Paese. Le due più grandi società – Correction Corp of America e Geo Group – nel 2015 hanno incassato 3,3 miliardi di dollari. Se invece si considerano anche le prigioni più piccole, il giro di affari sale fino a 5 miliardi di dollari.

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