MASSACRO A KIVU, I VESCOVI CONGOLESI SI APPELLANO ALLE AUTORITA’ E ALL’ONU "Siamo costernati e profondamente scioccati per il massacro perpetrato contro la popolazione locale"

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“Siamo costernati e profondamente scioccati per il massacro perpetrato contro la popolazione locale nella notte tra il 13 e il 14 agosto a Beni”. e’ il messaggio divulgato dai vescovi della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), ex Congo belga, in un comunicato firmato da Mons. Marcel Utembi, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della locale Conferenza Episcopale.

I ribelli ugandesi dell’Allied Democratic Forces (Adf), con basi anche nella Rdc, nella loro fuga dinanzi all’avanzata dell’esercito congolese si stanno lasciando alle spalle massacri di civili. Il 14 agosto scorso, i ribelli hanno fatto irruzione nel quartiere di Rwangoma nella città di Beni, nel Nord Kivu. Lì hanno massacrato almeno 64 persone e i corpi di alcuni dispersi non sono stati ancora localizzati . I funzionari stimano che il numero totale delle vittime civili potrebbe essere tra le 75 e le 101 unità.

Nell’esprimere le condoglianza a Mons. Melchisédech Sikuli Paluku, Vescovo di Butembo-Beni, i Vescovi congolesi hanno ripreso le parole di Sua Santità Papa Francesco, che il 15 agosto durante “l’angelus dell’Assunta” aveva denunciato “i massacri nel Nord Kivu che da tempo vengono perpetrati nel silenzio vergognoso, senza attirare neanche la nostra attenzione”.

“Condanniamo senza riserva questi atti ignobili e facciamo appello alle autorità congolesi, garanti della sicurezza delle popolazioni e dei loro beni di fare tutto quello è in loro potere per fermare questo ciclo d’atrocità” affermano i Vescovi che chiedono alla “Monusco (la Missione Onu nella Rdc) e alla comunità internazionale di “contribuire alla ricerca di una soluzione definitiva a questa tragedia”. L’incidente del 14 agosto è l’ultimo di una serie di attacchi in Beni che hanno procurato alla morte di più di 650 civili dall’ottobre del 2014.

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