EX CONGO BELGA, ALMENO 36 CIVILI MASSACRATI DALLA RITIRATA DEI RIBELLI Il governatore della provincia del Nord Kivu ha detto che i cadaveri sono di 22 uomini e 14 donne

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Nuova tragedia nella Repubblica democratica del Congo. Nel Paese centroafricano – noto un tempo come Congo Belga – i ribelli congolesi delle Forze alleate democratiche (Adf) hanno massacrato i civili dei villaggi che incontravano sulla loro strada. I miliziani dell’Adf (costretti a ritirarsi dal nord-est del Paese dall’avanzata dei militari) si cono lasciati dietro almeno 36 morti, 14 dei quali donne. Un bilancio destinato purtroppo ad aggravarsi.

E’ quanto riportato dai militari congolesi che denunciano il massacro. “Due giorni fa abbiamo riconquistato le loro posizioni a Mwalika, a una 30 di chilometri da Beni, dove abbiamo distrutto i loro rifugi sotterranei. Nella loro fuga hanno ucciso almeno 30 civili a Rwangoma”, ha spiegato il portavoce militare, generale Richard Kasonga. Il governatore della provincia del Nord Kivu, Julien Palaku, ha specificato che nell’obitorio locale sono stati ammassati i cadaveri di 22 uomini e 14 donne, prevedendo che ne arriveranno altri.

La Repubblica Democratica del Congo continua a vivere in un clima particolarmente instabile. Se da una parte la zona occidentale del Paese, ivi compresa la capitale Kinshasa, non è più teatro di scontri e manifestazioni violente, nelle province orientali persiste la presenza di bande armate, di milizie non governative, di ex-militari e di gruppi tribali, i quali effettuano incursioni e razzie con conseguenti massacri di civili. Nello specifico, i ribelli dell’Adf sono ritenuti responsabili dell’uccisione di almeno 500 civili dall’ottobre 2014, da quando cioè l’esercito di Kinshasa ha avviato l’offensiva contro le loro basi.

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