NAPOLI: RISSA NEL CAMPO ROM DI PONTICELLI, UCCISO UN 37ENNE Lo scorso 27 luglio la Procura aveva disposto il sequestro del campo per invasioni di terreni

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Un romeno di 37 anni, Lucian Memet, è morto accoltellato in una rissa avvenuta nella notte nel campo rom di Ponticelli, quartiere napoletano. Memet, domiciliato nel campo di via Virginia Wolf, era già noto alle forze dell’ordine per piccoli reati. Secondo quanto si è appreso dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, l’uomo è stato aggredito e colpito da altre tre persone di etnia rom, poi datesi alla fuga, a seguito di un’animata discussione.

I tre connazionali lo hanno aggredito e colpito alla schiena e al cranio con oggetti contundenti, uccidendolo sul posto. La salma è stata sequestrata e il pm di turno ha disposto l’autopsia. Nel corso della rissa altri due rom, rispettivamente di 36 e 18, anni sono rimasti lievemente feriti e soccorsi sul posto da personale del 118 che li hanno giudicati “non gravi”; durante il sopralluogo dei carabinieri, è stato anche trovato e sequestrato un coltello da cucina con tracce di sangue. Le indagini in corso sono state affidate ai militari di Poggioreale.

Il campo rom di Ponticelli era già salito agli onori della cronaca lo scorso 27 luglio quando la Procura partenopea ne aveva disposto il sequestro preventivo, attuato materialmente dalla Polizia Municipale di Napoli. Stesse misure anche per il campo rom di via Cupa Cimitero a Barra.

Numerosi i reati ipotizzati: invasione di terreni, gestione non autorizzata di rifiuti e costruzioni edilizie in assenza della Procura. L’area del campo di Ponticelli, in parte di proprietà privata, (circa 16.000 metri quadrati) e in parte di proprietà del Comune di Napoli, (11mila), è occupata abusivamente da circa 310 persone di etnia rom, di cui 100 minori. Durante il sequestro, era stata verificata la realizzazione di un insediamento di 105 baracche, in parte costruite in legno e materiali di fortuna e in parte in muratura.

“Entrambi i campi Rom sono privi di acqua corrente, di impianto di distribuzione di energia” aveva scritto la procura in una nota. “I campi sono caratterizzati dalla presenza di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non, tra cui materiale di risulta di attività di demolizione edilizia, guaine bituminose, elettrodomestici, imballaggi di plastica ed in legno, infissi in legno, carcasse di autoveicoli, rottami ferrosi, pneumatici fuori uso, apparecchiature elettriche, indumenti usati”.

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