IL CENTRO ANTI-VIOLENZA DI TORRE SPACCATA RISCHIA LA CHIUSURA L'aula respinge il provvedimento del Partito Democratico

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E’ a rischio chiusura lo storico centro antiviolenza “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez” del quartiere Torre Spaccata, nel Municipio Roma VI delle Torri a causa della scadenza del bando di assegnazione dei locali. Così, il partito democratico di viale Cambellotti presenta una mozione in consiglio al Municipio Roma VI respinta però dalla maggioranza del Movimento Cinque Stelle.

“Il centro antiviolenza di via di Torre Spaccata è un storico non solo per il nostro Municipio ma per l’intera regione”, spiega Gianfranco Gasparutto, esponente del Partito Democratico e membro della commissione servizi sociali alle Torri. “E’ stato inaugurato nel 1997 e da allora assiste un incredibile numero di donne, circa 8750 in vent’anni di attività – continua – non solo come sportello antiviolenza ma anche come alloggio per i casi più disperati”. Un’assistenza non solo psicologica quindi. Una realtà importante per il territorio municipale e per l’intera città che rischia di chiudere perché, come spiega ancora Gasparutto “Il 30 luglio è scaduto il bando di affidamento, gli è stata concessa una proroga di 45 giorni ma potrebbe non essere sufficiente per scongiurarne la chiusura”.

Così dal Partito Democratico arriva la mozione, una richiesta precisa con cui i dem impegnano il presidente del Municipio e la giunta “a scongiurare la chiusura affinchè le donne non debbano subire anche la violenza di una burocrazia complice”. La mozione però non passa in consiglio e la maggioranza, Movimento Cinque Stelle, vota contrario. “In un Municipio così complicato e difficile come il VI ci saremmo aspettati maggiore sensibilità ed attenzione su un problema cosi delicato e attuale come quello della chiusura dei centri antiviolenza”, dichiarano Dario Nanni e Gianfranco Gasparutto, consiglieri PD in VI Municipio. “Anche su questioni così delicate come questa che dovrebbero essere patrimonio e impegno di tutti, i 5 Stelle non si sconfessano e pur di non votare un atto presentato da altri votano contro. Probabilmente – concludono Nanni e Gasparutto – per i 5 Stelle è più importante rispettare il proprio integralismo che condividere atti importanti come questo presentato dall’opposizione e soprattutto evitano di prendersene carico se non a parole”.

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