NUOVA ESPLOSIONE DI UNA FABBRICA IN CINA: ALMENO 21 MORTI In base a quanto osservato attraverso telecamere a circuito chiuso, altri 5 lavoratori sono rimasti feriti

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Nuova tragedia in una fabbrica in Cina. Più di 20 persone sono morte nell’esplosione di un impianto chimico nella città di Dangyang nella provincia di Hubei (Cina centro-orientale). Lo ha riferito la televisione nazionale precisando che nella deflagrazione sono rimaste uccise almeno 21 persone, in base a quanto osservato attraverso telecamere a circuito chiuso, e altre 5 sono ferite. “I feriti sono stati immediatamente portati in ospedale”, si legge nella nota dell’agenzia di stampa Xinhua, mentre le autorità hanno messo in moto la macchina dei soccorsi.

Le autorità locali hanno confermato che l’esplosione è stata causata dalla “rottura del tubo di vapore ad alta pressione” dell’impianto intorno alle 15:20 ora locale. Le cause che hanno portato alla deflagrazione non sono chiare, tuttavia, gli incidenti sono relativamente frequenti negli impianti cinesi, dove gli standard di sicurezza sono piuttosto bassi, nonostante la promessa del governo di Pechino di migliorarli.

E’ ancora nella memoria la serie di esplosioni che, nell’agosto dello scorso anno, distrussero diversi stabili di Tianjin, città portuale a sud-est di Pechino. Le prime due esplosioni, che avvennero a 30 secondi di distanza l’una dall’altra, furono provocate dall’incendio di un carico di materiale chimico infiammabile lasciato in un deposito della zona industriale. L’incendio interessò la Ruihai International Logistic, una compagnia nata nel 2011 per importare ed esportare materiale chimico e di altro tipo. La deflagrazione fu così potente che venne avvistata dal satellite. Il numero delle vittime fu di 173 morti e più di 800 feriti.

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