EVOCA L’ASSASSINIO DI HILLARY, BUFERA SU TRUMP: 1 REPUBBLICANO SU 5 VUOLE IL SUO RITIRO Inoltre, i sondaggi segnalano il crescente malumore tra gli elettori repubblicani: uno su cinque - secondo l'agenzia Bloomberg - sono adesso favorevoli ad un ritiro del tycoon

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Chiunque abbia un’arma “potrebbe fermare Hillary Clinton”. E’ l’ultima scioccante frase che è uscita dalla bocca del tycoon newyorkese che fin dall’inizio della sua campagna elettorale si è fatto conoscere come il “re del politicamente scorretto”. Questa volta però anche tra i suoi sostenitori c’è chi è rimasto indignato dalla facilità con cui ha evocato l’assassinio della sua avversaria democratica, quasi incitando chi ha un’arma ad attentare alla vita della Clinton.

Questa volta – anche se lui stesso ha dichiarato che le sue parole erano “un gioco” – Trump è finito nell’occhio del ciclone e l’indignazione non arriva solo dai suoi avversari politici, ma da tutti i fronti. In primis dalla stampa americana. L’Huffington Post lo ha definito una “disgrazia nazionale”, mentre per la Cnn è un “presidente inconcepibile”. Il Daily News in prima pagina titola “Questo non è più un gioco”, chiedendo la fine della campagna del tycoon. Ma l’attacco più duro arriva dal New York Times, con due editoriali senza precedenti per i toni usati dal quotidiano nei confronti di un candidato presidenziale, definito “un essere ripugnante”. “I figli dovrebbero vergognarsi”, afferma Thomas Friedman, uno degli opinionisti di punta del giornale, mentre l’Editorial Board scrive: “E’ giunta l’ora per i repubblicani di ripudiare Donald Trump una volta per tutte”.

Inoltre, i sondaggi segnalano il crescente malumore tra gli elettori repubblicani: uno su cinque – secondo l’agenzia Bloomberg – sono adesso favorevoli ad un ritiro di Trump, mentre molti altri non lo ritengono all’altezza, con lo scetticismo che aumenta anche tra chi lo ha sostenuto fin dalla prima ora.

Ma a far vacillare la posizione di Trump è soprattutto il coro di critiche e attacchi che vengono dall’interno del Grand Old Party, col numero delle defezioni che si allunga di ora in ora, tra chi afferma che non voterà mai per il candidato incoronato dalla convention di Cleveland e chi rivela che, piuttosto che vedere Trump alla Casa Bianca, voterà per Hillary Clinton.

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