REFERENDUM COSTITUZIONALE, VIA LIBERA DALLA CORTE DI CASSAZIONE In base alle disposizioni dal Palazzo di Giustizia, il voto dovrebbe tenersi verso metà ottobre

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Il Referendum costituzionale si farà. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha ammesso la richiesta. Il premier Matteo Renzi Matteo Renzi ha sessanta giorni per fissare la data della consultazione popolare. In base alle disposizioni della Cassazione, il referendum dovrebbe tenersi intorno a metà ottobre.

“Adesso possiamo dirlo – ha scritto Renzi dal suo account Twitter – questo è il referendum degli italiani”. “Via libera della Cassazione alle firme raccolte dal comitato del sì! Adesso la parola ai cittadini #bastaunsi'”. Così la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, all’annuncio dell’esito positivo. Meno entusiasta “l’altra sinistra”. Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana, invita il governo a “consultare le opposizioni” prima di fissare la data del voto. Il braccio di ferro, insomma, è appena iniziato.

Apertamente critiche le opposizioni. Il Movimento 5 stelle attacca: “Ora che la Corte di Cassazione si è pronunciata – dicono i parlamentari 5 stelle in una nota congiunta di Camera e Senato – Renzi deve smetterla di prendere in giro i cittadini italiani e indicare immediatamente la data in cui si andrà a votare per il referendum costituzionale”. “Ogni altro vergognoso tentativo di rimandare il voto alle calende greche, oltre a quelli messi in atto fino ad ora – proseguono – rappresenterebbe una grave violazione delle regole democratiche e una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani.

“Siamo stanchi dei soprusi della casta e dei ladri di democrazia che, con lo stravolgimento dei principi fondamentali sanciti dalla riforma costituzionale voluta dal trio Renzi-Boschi-Verdini e con i loro giochini di palazzo, cercano di erodere il cardine della sovranità popolare. L’esecutivo la smetta con questa condotta antidemocratica altrimenti porremo in essere tutte le iniziative democratiche a nostra disposizione affinché i cittadini possano esprimersi al più presto su un tema così delicato e importante come questo. Abbiamo compreso che Renzi, il quale prima affermava che il referendum si sarebbe svolto il 2 ottobre, vuole far votare gli italiani solo quando avrà in mano sondaggi positivi, ma si è superato ampiamente il limite” conclude la nota congiunta M5s.

“In autunno vincerà il ‘no’ e Renzi andrà a casa”. Così il presidente dei deputati azzurri, Renato Brunetta. “Renzi – prosegue – andrà in esilio in quel di Rignano con i suoi cari”. Il fronte del “no” è compatto e trasversale. Contro la riforma costituzionale si sono schierati i partiti del centrodestra (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia), il Movimento 5 Stelle e anche i “ribelli” del Partito democratico. L’obiettivo comune è chiaro: votare “no” e “mandare a casa Renzi per ripristinare la democrazia nel nostro Paese”. Ad oggi, i sondaggi danno il “sì” in netto svantaggio.

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