SCONTRO TRENI IN PUGLIA, LA PM LASCIA L’INCHIESTA

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Una foto risalente al 2013 compromette il pm Merra, uno dei pubblici ministeri che stava lavorando sul disastro ferroviario pugliese. “Responsabilmente e per desiderio di riportare serenità attorno alla vicenda, la dottoressa Simona Merra, pur ribadendo la propria correttezza nella conduzione delle indagini, ha deciso di astenersi dall’ulteriore trattazione del procedimento”. Lo rende noto il procuratore di Trani, Francesco Giannella, in relazione alle polemiche suscitate dalle foto pubblicate da Il Giornale venerdì scorso. Gli scatti ritraggono la pm Merra in atteggiamenti confidenziali con il difensore di uno degli indagati del disastro ferroviario del 12 luglio scorso in cui morirono 23 persone; nello specifico, la foto incriminata ritrae l’avvocato difensore del capostazione di Andria indagato, Vito Piccarreta, mentre finge di baciare i piedi al pm.

Lo scatto è divenuto subito virale nel web sollevando l’indignazione dei parenti delle vittime. In una nota Giannelli raccoglie le preoccupazioni dei familiari: “Il procuratore della Repubblica facente funzioni presso il Tribunale di Trani, in relazione alle preoccupazioni manifestate dai parenti delle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio in seguito alla pubblicazione di fotografie che sembrerebbero denunciare un rapporto di familiarità tra uno dei magistrati titolari del procedimento relativo ed il difensore di uno degli indagati, intende rassicurare quanti soffrono le conseguenze della terribile vicenda che le indagini sono state fin qui condotte e continueranno ad essere condotte nella più rigorosa imparzialità e trasparenza”.

“A tal fine, nella consapevolezza della complessità tecnica delle verifiche – aggiunge – ma anche della delicatezza dell’inchiesta riguardante tragedie umane immani e irrimediabili, sono state assunte nell’immediatezza regole organizzative per le quali ogni iniziativa investigativa, atto e provvedimento del procedimento è stato adottato e sarà adottato collegialmente dai magistrati contitolari dell’indagine, coordinati in prima persona dal Procuratore stesso”. “Al Procuratore – conclude la nota – come disposto con provvedimenti del 13 e del 25 luglio 2016, essi riferiscono costantemente l’evoluzione delle indagini ed iniziative”.

La pm, tirata in causa, aveva subito assicurato di aver lavorato “serenamente e senza condizionamento”. “Ho fatto una relazione al procuratore facente funzioni – evidenziava all’indomani della pubblicazione delle foto – e gli ho rappresentato come stanno le cose. Dopodiché sono serena. E’ tutto alla luce del sole”. “Non ritengo di dover formulare alcuna richiesta di astensione perché non ci sono gravi motivi di opportunità – aveva aggiunto Merra – ma se il Procuratore riterrà di sollevarmi da questo incarico, chiaramente mi adeguerò”. E così è stato.

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