CARIDI, IL SENATO DA’ L’OK PER L’ARRESTO Con 154 sì, 110 no e 12 astenuti, l'Aula del Senato ha accolto la proposta della Giunta per le immunità

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Con 154 sì, 110 no e 12 astenuti, l’Aula del Senato ha accolto la proposta della Giunta per le immunità e ha dato l’ok per l’arresto del senatore di Gal Antonio Stefano Caridi. La votazione si è svolta mantenendo l’anonimato, così come richiesto dagli altri senatori di Gal, nonostante il Pd avesse chiesto il voto palese.

“Io sono innocente e non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare, né ho mai stipulato patti con la criminalità organizzata”. Il senatore di Gal Antonio Stefano Caridi si difende così, nell’Aula di Palazzo Madama, da tutte le accuse che gli sono state mosse dai magistrati di Reggio Calabria definendo l’attacco contro di lui “un’accusa sconvolgente e ingiusta”.

“Mi si accusa di aver fatto parte, addirittura, stabilmente della cosca De Stefano Tegano per il tramite di una persona, Chirico, con il quale i rapporti sono interrotti da oltre 12 anni. Mi si accusa, specificamente, di aver concordato con la “cosca Pelle” l’appoggio elettorale, per un incontro che sarebbe durato, secondo gli inquirenti, 180 secondi, ma si cancellano gli esiti di altri processi che hanno verificato che a San Luca, il paese di quella famiglia, ho preso meno voti di tutti gli altri candidati – si è difeso in aula Caridi, come si apprende dal discorso riportato dall’Ansa -. Si dimentica che in casa di uno degli esponenti di vertice di quella famiglia una microspia ha registrato per un periodo di tempo lunghissimo tutte le conversazioni con persone che per questo sono state processate, e condannate, ma mai la mia presenza, la mia voce. Si dimentica che su tutte le tornate elettorali che si sono svolte in Calabria negli ultimi anni sono state effettuate indagini e celebrati processi, scandagliando tutte le pieghe più recondite dei rapporti tra il potere politico e gli ambienti criminali senza mai trovare alcunché di serio da contestarmi”,

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