CINA, LA GRANDE MURAGLIA E’ IN PERICOLO: AL VIA CAMPAGNA ANTI-SACCHEGGI Ogni giorno decine di turisti cercando di smontare e rubare le pietre che sorreggono la Grande Muraglia

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La Grande Muraglia Cinese è in pericolo e il suo nemico più temibile, a quanto pare, è l’uomo. Il più grande momunento architettonico del mondo, infatti, è minacciato quotidianamente da degrado, sporcizia e incuria e, proprio per questo, la Cina ha deciso di correre ai rimedi prima che sia troppo tardi.

L’ Amministrazione nazionale del patrimonio culturale cinese ha rafforzato la vigilanza lungo la Grande Muraglia, prevedendo ispezioni continue sia durante gli orari di visita, sia nelle ore di chiusura. Inoltre, è stata creata una linea telefonica specifica per denunciare qualsiasi tipo di infrazione delle norme di sicurezza e decoro del sito archeologio, che dal 1987 è entrato a far parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Ogni giorno decine di turisti cercando di smontare e rubare le pietre che sorreggono la Grande Muraglia, incuranti delle regole e del buon senso. L’obiettivo di questi ladri, spesso, è portare a casa un souvenir “unico” oppure rivendere online le stesse pietre a prezzi esorbitanti.

Si tratta di una minaccia seria, che rischia di rovinare per sempre uno dei capolavori dell’ingegneria antica: lunga più di 21 mila chilomentri, la Muraglia Cinese fu eretta nel III secolo a.C. e i lavori terminarono nel XVII secolo. Il muro si estende dalla provincia del Gansu, a Nordovest, fino a quella dell’Hebei, a Nord. Secondo recenti stime dell’ Anpc circa il 30% dei 6 mila e 200 chilometri di muraglia eretta sotto la Dinastia dei Ming sarebbero già scomparsi, mentre  solo il 10% verserebbe in un buono stato di conservazione.

Sono dati allarmanti che la Società della Grande Muraglia di Cina, però, non imputa esclusivamente all’opera distruttiva dell’uomo, ma anche agli sviluppi agricoli dei dintorni, che secondo gli esperti avrebbero danneggiato il momumento. Già nel 2006, infatti, il governo di Pechino aveva pubblicato un regolamento sulla questione nel quale gli esperti avevano esortato le autorità locali ad adottare misure più concrete per facilitare la messa a punto del piano nazionale.

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