OLTRE UN MILIONE DI GIOVANI ALLA GMG DELLA MISERICORDIA!

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GMG 2016, Cracovia, Campus Misericordiae

Saranno a Panama, in quel pezzo di terra che collega come un ponte naturale l’America del Sud all’America del Nord, le prossime Giornate Mondiali della Gioventù nel 2019. “Costruite ponti, non muri”, non smette di ripetere Papa Bergoglio. E nell’Omelia della Santa Messa che ha chiuso oggi la GMG 2016 in Polonia, ha detto, alla distesa di giovani pronti a partire per la vita dalla piana di Cracovia, sotto lo sguardo amorevole di Gesù e della Vergine: “È il tempo per amare e per essere amati”. E poi, ancora: “Non abbiate timore, non scoraggiatevi: con il vostro sorriso e con le vostre braccia aperte, voi siete una speranza e una benedizione per l’unica famiglia umana, che qui così bene rappresentate!”. E dunque, questo esercito di Gesù, che sembra infinito ed estendersi fino agli angoli più nascosti della terra, è pronto ad occupare il mondo per renderlo libero, imbracciando l’arma più forte e sicura, quella dell’Amore. A cinque giovani, in rappresentanza dei Continenti, il Santo Padre ha consegnato una lampada, simbolo della luce del Vangelo che potrà guidarli per le strade della vita. Ma il ricordo di queste giornate resterà impresso come un marchio di misericordia.

Sembra un campo di fiori colorati, tra magliette e cappellini, mani agitate verso il cielo e sorrisi che danzano, come in un dipinto degli impressionisti o, meglio ancora, in un vivace stile naif, il Campus Misericordiae, quando Papa Francesco arriva in anticipo rispetto al programma, sulla sua Papamobile, alle 18.50, sabato 30 luglio, per la Veglia di Preghiera con i giovani. Era trepidante di incontrarli, i ragazzi, Papa Bergoglio. E loro sono tutti qui, in festa, ad aspettarlo, il Santo Padre, presenti all’appuntamento con Dio, con Gesù Cristo. Sono loro la festa della Chiesa. Oltre un milione, da ogni parte del mondo. Sono state tutta una festa, queste Giornate Mondiali della Gioventù della Misericordia, fin dai primi momenti, fin da quando lo hanno accolto, alla cerimonia ufficiale di arrivo, giovedi 28, con le bandiere nazionali svolazzanti. Fin dal simbolo stesso, di questa GMG, che rappresenta una croce colorata che brucia in un abbraccio infiammato d’amore, con le mani rivolte verso l’alto. Perché la fede in Gesù Cristo è gioia, lo ricorda sempre, Papa Bergoglio. Dio è amore, e l’amore è letizia. Non ignora il dolore, la sofferenza, perché la gioia sta nella misericordia, nell’amore concreto e tangibile verso il fratello. Ma il dolore, la sofferenza, il male, non sono l’ultima parola per chi confida in Gesù.

Il primo atto di Papa Francesco, ieri sera, è stato di attraversare la Porta Santa tenendosi per mano con sei ragazzi e ragazze, in rappresentanza dei cinque continenti, di cui uno, in realtà, l’America, è come se fosse doppio. Poi, sono saliti con lui sulla Papamobile e hanno fatto il giro del campo, a dodici chilometri da Cracovia, per salutare da vicino tutti, in un immenso abbraccio aperto anche a chi non si vede lì tra i partecipanti, eppure è presente, nel cuore del Papa e in quello del Padre. Sullo sfondo, il volto di Gesù così come appariva a suor Faustina Kowalska. È Gesù, l’Amore, il protagonista. Ma quel volto si compone dei milioni di volti dei giovani di tutto il pianeta, che scorrono incessantemente, come le tessere di un puzzle meravigliosamente in movimento. Lo ha detto, il Santo Padre, durante la Celebrazione Eucaristica al Santuario di Giovanni Paolo II, sabato 30: “Il Vangelo ha pagine bianche da scrivere con opere di misericordia”. E lo ha ripetuto, ieri sera, ai ragazzi, durante la Veglia di Preghiera: “Dio ci invita a lasciare una impronta nella storia, nella vita”. L’impronta è quella del Suo piede. “Per seguire Gesù, bisogna avere una dose di coraggio, bisogna decidersi a cambiare il divano con un paio di scarpe che ti aiutino a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia, quella gioia che nasce dall’amore di Dio, la gioia che lascia nel tuo cuore ogni gesto, ogni atteggiamento di misericordia”, ha detto Papa Bergoglio.

La fede è coraggio, è rischio, è sogno, è follia. La fede cristiana è la “pazzia” della misericordia di Dio, “che ci insegna a incontrarlo nell’affamato, nell’assetato, nel nudo, nel malato, nell’amico che è finito male, nel detenuto, nel profugo e nel migrante, nel vicino che è solo”. La fede in Gesù è eterna giovinezza d’amore. Questo è venuto a dire Papa Bergoglio a Cracovia, nel suo primo viaggio nell’Europa dell’Est, dove si guarda il sole presto al mattino alzarsi. “Noi non vogliamo vincere l’odio con l’odio, la violenza con la violenza, la guerra con la guerra, il terrore con il terrore. La nostra risposta si chiama fraternità, fratellanza, comunione, famiglia”, ha affermato il Santo Padre nel suo discorso alla Veglia di Preghiera.

Tu, sei pronto? Ci stai? Cosa rispondono le tue mani e i tuoi piedi al Signore”, ha chiesto il Pontefice a ciascuno dei giovani presenti, a ciascuno di noi, ad ogni cristiano, ad ogni credente. “Dio si aspetta qualcosa da te, vuole qualcosa da te, ti aspetta. Dio viene a rompere le nostre chiusure, ad aprire le porte delle nostre vite, delle nostre visioni, dei nostri sguardi. Dio viene ad aprire tutto ciò che ti chiude. Ti sta invitando a sognare, vuole farti vedere che il mondo con te può essere diverso. E’ così: se tu non ci metti il meglio di te, il mondo non sarà diverso”. Ecco, allora, che in questa sera, che di fatto ha chiuso la GMG 2016, la lunga Omelia di Papa Francesco, durata ininterrottamente cinque giorni, fatta di silenzi, di parole, di rimproveri e di lodi, di verità, di via e di vita, si avvicina alla conclusione polacca, lasciando le porte aperte alla speranza, alla fiducia, all’eterna giovinezza della fede. “La mia speranza è che tu non perda la speranza”, aveva detto a pranzo ad uno dei giovani commensali all’Arcivescovado. ”Perché “Dio ci trasforma, ci cambia, ci restaura”. È sempre pronto a perdonarci.

Mentre una ragazza siriana porta la sua testimonianza, alla Veglia di Preghiera con il Santo Padre in Polonia, nella città martire di Aleppo, devastata dai bombardamenti, più di mille giovani si sono riuniti con il loro Vescovo per celebrare anche loro la Giornata mondiale della Gioventù, nella Chiesa San Matilde dei Salesiani. Hanno mandato un video, per sentirsi uniti agli altri giovani del mondo. “Grazie, Papa Francesco, per quello che fai per noi”, è il loro messaggio.

Dio benedica i vostri sogni”, ha detto il Papa alla Veglia. Dio benedica i sogni di pace, perché la pace non è un sogno, ma qualcosa che si costruisce giorno per giorno, indossando scarponcini pesanti per camminare per le strade della vita, con un solo canto che faccia da colonna sonora per le nostre scelte e le nostre azioni: “Gesù, confido in te”. Un mondo migliore è possibile, dipende da noi.

Domenica 31 luglio 2016, è l’ultima di queste meravigliose Giornate Mondiali della Gioventù dell’allegria della fede. Ma, come ha affermato Papa Bergoglio durante l’Omelia della Santa Messa al Campus Misericordiae, questa mattina, la “GMG continua domani, a casa, perché è lì che il Signore vuole incontrare ciascuno di noi”.  Nel pomeriggio, dopo l’incontro con i volontari e i benefattori della GMG, con una cerimonia di congedo, alle 18.30, Francesco ripartirà verso la Città del Vaticano.

 

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