IL PAPA: “IL VANGELO HA PAGINE BIANCHE, DA SCRIVERE CON OPERE DI MISERICORDIA” La Santa Messa al Santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia

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È come una sola lunga Omelia, quella di Papa Francesco per le Giornate mondiali della Gioventù in Polonia, che si snoda nell’arco dei diversi giorni e dei singoli appuntamenti, liturgici o conviviali. Ogni incontro successivo aggiunge un tassello mancante a quello che lo precede. Il silenzio al campo di concentramento di Auschwitz ha trovato la spiegazione nel corso della Via Crucis, nela serata di ieri. Oggi, nella Celebrazione eucaristica di questa mattina, il Pontefice ha aggiunto qualcosa in più. Se la risposta di ieri sera, alla domanda della mattina: “Dov’è Dio? Perché è rimasto in silenzio?”, è stata: “Dio è in chi soffre”, oggi, il Papa risponde alla domanda che per un cristiano è inevitabile: “Cosa posso fare io?”.

“Gesù non ama le strade percorse a metà, le porte lasciate socchiuse, le vite a doppio binario”. Lo ha detto Papa Francesco durante la Messa con sacerdoti, religiose, religiosi, consacrati e seminaristi nel Santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia. Il Pontefice, nel corso dell’Omelia, ha ricordato il grande invito di san Giovanni Paolo II: “Aprite le porte!”. “Tuttavia, nella nostra vita di sacerdoti e consacrati – ha osservato – può esserci spesso la tentazione di rimanere un po’ rinchiusi, per timore o per comodità, in noi stessi e nei nostri ambiti”.

Il Santo Padre ha poi affermato che “chi ha scelto di conformare tutta l’esistenza a Gesù” fugge “le situazioni appaganti che lo metterebbero al centro, non si erge sui traballanti piedistalli dei poteri del mondo e non si adagia nelle comodità che infiacchiscono l’evangelizzazione; non spreca tempo a progettare un futuro sicuro e ben retribuito, per non rischiare di diventare isolato e cupo, rinchiuso nelle pareti anguste di un egoismo senza speranza e senza gioia”. Secondo Papa Bergoglio, inoltre, si può dire che il Vangelo “ha ancora delle pagine bianche in fondo: rimane un libro aperto, che siamo chiamati a scrivere con lo stesso stile, compiendo cioè opere di misericordia”.

“Vi domando – ha aggiunto – le pagine del libro di ciascuno di voi, come sono? Sono scritte ogni giorno? Sono scritte un po’ sì e un po’ no? Sono in bianco?”. La Madre di Dio, ha concluso, “ci dia la grazia di essere scrittori viventi del Vangelo” e “ci insegni a prenderci cura concretamente delle piaghe di Gesù nei nostri fratelli e sorelle che sono nel bisogno, dei vicini come dei lontani, dell’ammalato come del migrante, perché servendo chi soffre si onora la carne di Cristo”.

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