E’ MORTA MARTA MARZOTTO, L’EX MONDINA DIVENUTA LA REGINA DEI SALOTTI La stilista si è spenta venerdì mattina a Milano, alla clinica la Madonnina, aveva 85 anni

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E’ morta Marta Marzotto, regina dei salotti milanesi. La stilista si è spenta venerdì mattina a Milano, aveva 85 anni. A darne notizia la nipote Beatrice Borromeo, con un tweet di addio alla amata nonna. “Ciao nonita mia”, ha scritto pubblicando una foto. Già da diversi giorni era ricoverata nella clinica La Madonnina, dove è morta. “Marta Marzotto se n’è andata stamattina nel sonno dopo una breve malattia. Era serena e circondata dai figli e dai nipoti che negli ultimi mesi sono stati sempre con lei, testimoni dell’allegria, ironia e generosità che l’hanno accompagnata fino all’ultimo momento”. Questo il messaggio della famiglia.

Una vita affascinante per nulla scontata. Nata poverissima – sua madre faceva la mondina – la prima svolta arriva quando si ammala una modella nell’atelier dove faceva la sarta, nonostante la giovanissima età. Viene chiamata lei a sostituirla all’ultimo minuto, ed è un successo. Poco dopo, l’incontro della sua vita, quello con il conte Umberto Marzotto, vicentino di Valdagno, comproprietario con altri fratelli dell’omonima industria tessile.

Dopo due anni di fidanzamento i due si sposano il 18 dicembre 1954 e dalla loro unione nascono cinque figli: Paola (nata nel 1955, madre di Beatrice e Carlo Borromeo, riconosciuti dal padre, Carlo Ferdinando Borromeo Arese Taverna), Annalisa (nata nel 1957, malata di fibrosi cistica, è venuta a mancare nel 1989), Vittorio Emanuele (nato nel 1960), Maria Diamante (nata nel 1963) e Matteo (nato nel 1966).

Alla fine degli anni ’60, ancora reginetta della moda, l’ennesima svolta: incontra il pittore Renato Guttuso e diventerà la sua musa ispiratrice. La loro liaison finirà bruscamente oltre due decenni dopo, anni vissuti con intenso amore per l’arte e la moda, ma regolamentato però da un patto: “Mai mettere in pericolo le famiglie”. Arriva poi l’altro grande amore, Lucio Magri, conosciuto negli anni in cui è segretario del Partito di unità proletaria per il comunismo: una relazione durata altri 10 anni: “Un rivoluzionario da salotto – lo definirà lei in un’intervista – gli interessava soltanto il bridge”.

Da mondina è divenuta, con impegno e un pizzico di fortuna, stilista di una importante griffe che porta il suo nome, un’esistenza vissuta con una intensità straordinaria, dalle “stalle alle stelle”. Di lei impossibile dimenticare, oltre alla bellezza e all’eleganza, quell’indomito ottimismo e una voglia di vivere esuberante. Lunedì 1 agosto saranno celebrati i funerali.

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