OSCE, ALL’ITALIA LA PRESIDENZA NEL 2018. GENTILONI: “CRISI DEI MIGRANTI AL CENTRO DELLA NOSTRA AGENDA” L'Osce si ispira al concetto di sicurezza onnicomprensiva contenuto nell'Atto finale di Helsinki del 1975

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L’italia presiederà l’Osce nel 2018: lo hanno stabilito, con decisione unanime, i 57 Paesi membri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Si tratta, secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, di “una decisione che rappresenta pienamente il riconoscimento dell’impegno e della volontà del nostro Paese di contribuire fattivamente alla pace e alla stabilità in Europa”.

In un momento delicato come quello che sta attraversando ora l’Europa, la presidenza dell’Osce sarà molto impegnativa per l’Italia e non si limiterà al 2018, ma si svilupperà nell’arco del triennio 2017-2019, durante il quale il nostro Paese farà parte della Troika Osce: dal 1 gennaio del prossimo anno,infatti, l’Italia inizierà a lavorare in stretto coordinamento con la Germania (Presidenza 2016) e con l’Austria (Presidenza 2017) e ad assicurare la Presidenza del Gruppo Mediterraneo.

“La ricerca di una soluzione alla crisi ucraina e ai cosiddetti ‘conflitti congelati’ nell’area Osce (Nagorno-Karabakh, Georgia e Transnistria), la crisi dei migranti e dei rifugiati e il rafforzamento del Partenariato con i Paesi della Sponda Sud del Mediterraneo”, ha aggiunto il ministro Gentiloni, “saranno al centro dell’agenda per la nostra Presidenza”.

L’Osce si ispira al concetto di sicurezza onnicomprensiva contenuto nell’Atto finale di Helsinki del 1975, che implica la necessità di una costante attenzione a tutte le “dimensioni” e gli obiettivi dell’organizzazone in campo politico-militare, economico-ambientale e nella dimensione umana. “Un concetto di sicurezza – ha concluso il Gentiloni – più che mai attuale visto che proprio al metodo che portò all’Atto di Helsinki si guarda con crescente interesse anche per gettare le prime basi di un nuovo ordine nel Mediterraneo”.

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