GERMANIA, BLITZ IN UNA MOSCHEA: “RECLUTAVANO ESTREMISTI ISLAMICI PER LA JIHAD” A Monaco è stato arrestato un ragazzo sospettato di pianificare un attacco e ritenuto in contatto con Ali Sonboly,

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La polizia tedesca ha compiuto un raid in una moschea a Hildesheim, nel nord della Germania, perché ritenuta un centro di reclutamento di estremisti islamici. Perquisiti anche otto appartamenti di esponenti del “Circolo islamico” della città. Il ministro degli Interni della Bassa Sassonia, Boris Pistorius, ha spiegato che “dopo mesi di indagini” gli inquirenti sono giunti alla conclusione che l’organizzazione radicalizzava i musulmani incitandoli ad unirsi alla jihad. E i sermoni degli imam “contenevano parole d’odio nei confronti degli infedeli”.

Proseguono gli arresti di presunti terroristi anche in altre città della Germania. A Brema, nel nord, la polizia ha fatto sgomberare un centro commerciale alla ricerca di un algerino di 19 anni che era fuggito da un centro psichiatrico. Il sospetto è stato arrestato diverse ore dopo alla stazione ferroviaria. Fonti delle forze dell’ordine hanno riferito che il giovane aveva espresso il suo sostegno all’attentatore di Monaco e allo Stato islamico e, mentre scappava dall’ospedale, aveva gridato “vi faccio saltare in aria”. Gli inquirenti hanno precisato che non ha particolari legami con gruppi terroristici e non ci sono prove che volesse realmente compiere un attentato.

Sempre oggi, a Monaco è stato arrestato un ragazzo 15enne sospettato di pianificare un attacco e ritenuto in contatto con Ali Sonboly, il 18enne tedesco di origini iraniane autore il 22 luglio della strage in un centro commerciale, suicidatosi dopo aver ucciso nove persone a colpi di pistola. A mettere le autorità sulle sue tracce, è stato un testimone imbattutosi nella chat tra il ragazzino e l’assassino di Monaco. Gli inquirenti per il momento affermano di non ritenere che il 15enne fosse a conoscenza del piano omicida del suo interlocutore online, ma che presumibilmente stava pensando di realizzare un assalto. Nel sono la prova alcune foto da lui pubblicate su internet che suggeriscono questa lettura. Inoltre, dopo l’arresto, nella sua casa sono stati sequestrati anche coltelli, pallottole, istruzioni per la costruzione artigianale di ordigni e un piano di fuga dalla sua scuola.

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