UGANDA, CENTRI DI ACCOGLIENZA AL COLLASSO: 30MILA RIFUGIATI IN POCHI GIORNI I recenti combattimenti in Sud Sudan hanno causato una nuova ondata di arrivi mettendo sotto pressione i Paesi limitrofi

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I centri accoglienza in Uganda, piccolo Stato dell’Africa orientale senza sbocco sul mare, sono al collasso. In sole tre settimane sono giunti nel Paese 30 mila rifugiati a causa dei recenti combattimenti in Sud Sudan che hanno causato una nuova ondata di arrivi mettendo sotto pressione i Paesi limitrofi del sud, che già ospitano mezzo milione di rifugiati. Le agenzie umanitarie hanno denunciato la precarietà delle risorse e l’inadeguatezza delle strutture di accoglienza e dei centri di transito nella parte nord occidentale del Paese.

Il centro di Elegu, ai confini tra Sud Sudan e Uganda, attualmente ospita 10 mila persone, una cifra dieci volte superiore alla capacità prevista. I bambini e le donne, visibilmente stanchi e affamati, compongono il 90% del nuovo afflusso. Inoltre, le forti piogge di questo periodo dell’anno contribuiscono ad ostacolare gli interventi, i servizi sanitari sono scarsi e i luoghi pieni di spazzatura. Le latrine non riescono a contenere il grande numero di persone costringendone migliaia a defecare all’aperto con il rischio di epidemie.

“La situazione è molto peggiorata: allarmante e spaventosa. Le cifre sono schiaccianti e le agenzie umanitarie sul territorio sono relativamente poche” si legge in una dichiarazione del direttore esecutivo della Caritas dell’arcidiocesi di Gulu. Altrettanto drammatica la situazione nel centro di transito di Nyumanzi, nel distretto nord occidentale di Adjumani, che fu costruito nel 2014 per ospitare circa 2000 persone per non oltre due settimane. Attualmente accoglie oltre 20 mila profughi. Il centro di raccolta di Kuluba ne ospita 1500, rispetto ai 300 previsti dalla capacità degli ambienti.

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