ITALIANI VISTI COME MAIALI, SPOT VERGOGNOSO IN BELGIO È quanto accaduto in Vallonia in un cartellone che invita a non sporcare le aree di sosta

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Gli italiani e l’eccellenza del Made in Italy simbolizzati da … un maiale. È quanto accaduto in Vallonia, regione francofona del Belgio, dove un cartellone pubblicitario della locale “pubblicità progresso” vede protagonista un maiale che guida una Fiat 500 nell’atto di gettare in terra un sacchetto dell’immondizia dal finestrino dell’auto. Il messaggio del cartellone recita: “Non scambiate le aree di sosta per delle discariche; sanzione minima 150 euro”. Promotori della discutibile campagna la Società autostrade del Paese (Sofico), il governo della Vallonia e l’emittente radiofonica VivaCité.

Immediate le reazioni sia locali che internazionali. Il primo a presentare reclamo è stato il presidente del Fiat 500 Club Belgio, Jean-Claude Zelis, che ha girato l’immagine del “maiale in auto” al presidente fondatore del Fiat 500 Club Italia, Domenico Romano, e al presidente onorario, Sandro Scarpa, lamentando quanto l’immagine offendesse l’italianità e l’immagine della storica autovettura Made in Italy. Indicativo il fatto che, in poche ore, il Fiat 500 Club Italia abbia ricevuto messaggi di protesta da tutto il mondo, Belgio in primis.

Inoltre, il vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco Vazio, ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, affinché inoltri una protesta ufficiale: “Attendiamo ancora una risposta. Il messaggio belga è più che mai negativo e accosta uno dei principali simboli del made in Italy a questa campagna. Chiediamo alle autorità di quel Paese il ritiro immediato di quei manifesti e l’avvio di una campagna riparatoria che esalti la 500 come simbolo virtuoso di italianità”. Un insulto non solo alla storica autovettura, amata da milioni di ammiratori nel mondo, ma anche agli stessi italiani, mostrati come dei porci che sporcano ovunque passino. Un insulto ma forse, al contempo, un monito per riflettere sulle abitudini non sufficientemente pulite di alcuni turisti.

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