SEGNALI DI ALFANO A FORZA ITALIA: PARISI PUO’ ESSERE IL LEADER DEL CENTRODESTRA Il ministro dell'Interno punta a ritrovare l'unità con gli azzurri anche a livello nazionale. E invita Berlusconi a rompere con Salvini

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Angelino Alfano fa l’occhiolino a Forza Italia per la costruzione di un centrodestra a trazione “liberal-popolare”. Chiudendo la kermesse della Fondazione di Maurizio Lupi “Costruiamo il futuro”, il leader di Ncd ha parlato di un progetto che guardi a “quei milioni di moderati che non si riconoscono nella sinistra ma non possono accettare l’estrema destra di Salvini, che vuole uscire da tutto, dall’Italia secondo l’art. 1 dello Statuto della Lega e dall’Europa”. Un Salvini dal quale, è l’invito di Alfano, il partito di Berlusconi, membro di quel Ppe anti-populista proprio come Ncd, dovrebbe sganciarsi.

Parole, quelle del titolare del Viminale, che per ora non riscontrano ampio consenso, a partire proprio da Forza Italia. E che fa inalberare il segretario del Carroccio. “Mi domando chi possa accettare l’inutile Alfano”, è la secca replica di Salvini mentre anche in Fi non si tarda a osservare come, nel progetto indicato da Alfano, sia “ad esser contraddittoria è la posizione di Ncd”. “Ricorderò ad Alfano che, con la terribile Lega, governa in Liguria e in Lombardia”, ironizza Maurizio Gasparri laddove Daniela Santanchè paragona il suo “trasformismo” a quello di “un clown”. Ma la chiusura dei due esponenti azzurri non deve ingannare.

In Fi, come in tutto il centrodestra, le fibrillazioni sono diverse dopo la discesa in campo di Stefano Parisi. L’ex manager di Fastweb potrebbe vedere Berlusconi la prossima settimana e, sebbene l’idea dell’arrivo di un “Papa straniero” veda la trincea dei colonnelli azzurri, l’ipotesi in Fi piace a più di un esponente. “Può essere il collante del centrodestra”, sottolinea oggi ad esempio Gianfranco Micciché usando toni ben diversi da chi, come Giovanni Toti, nega qualsiasi dualismo con Parisi ma punta innanzitutto a salvaguardare l’alleanza con Lega e Fdi e, sull’ascesa del manager, è perlomeno freddo: “non c’è alcuna sfida sulla leadership, il leader è Berlusconi”.

Berlusconi che, presto, si troverà al bivio: dare o meno le chiavi della nuova Fi a Parisi? A settembre, la convention organizzata dall’ex sfidante di Sala potrebbe fornire le prime risposte e chissà che, tra i partecipanti, non veda qualche big di Ap. L’apertura di oggi di Alfano è condizionata dall’individuazione di “un nome condiviso e di regole democratiche per la selezione del leader”, spiega il titolare del Viminale che, tramontata l’idea di un quarto polo, porrà le basi del nuovo progetto già giovedì’ prossimo, in un seminario organizzato da Ncd. Quanto alla tempistica, la deadline resta il referendum “dopo il quale chiederemo un tagliando al governo e decideremo con chi ha scelto di stare assieme a noi”, sottolinea Alfano. Prima però, è escluso qualsiasi sommovimento. Ed è su questo punto che potrebbero basarsi i residui malumori interni al partito: a cominciare da chi, come Renato Schifani, vuole un distacco da Matteo Renzi ben prima dell’autunno.

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