EFFETTO SOCIAL, IL PAPA SUPERA I 30 MILIONI DI FOLLOWER E DICE ALLE MONACHE: “PRUDENZA” Francesco, nella Costituzione Apostolica “Vultum Dei Quaerere” si occupa anche dei rischi legati alla cultura digitale

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Gli strumenti della “cultura digitale” sono “utili per la formazione e la comunicazione”; tuttavia è necessario “un prudente discernimento” affinché tali mezzi non siano occasione di “dissipazione o di evasione dalla vita fraterna, danno alla vocazione o ostacolo alla contemplazione”. Lo ha scritto Papa Francesco nella Costituzione Apostolica “Vultum Dei Quaerere – La ricerca del volto di Dio”, dedicata alla vita contemplativa femminile. Il documento, con 12 temi di riflessione e 14 articoli dispositivi, ha fatto parlare di sé soprattutto per l’attenzione del Santo Padre alle tematiche delle nuove forme di comunicazione come i social network. E al rischio che le monache di clausura – si è detto – si possano “perdere” su Facebook. L’attuale successore di Pietro senza dubbio ha colto, sin dall’inizio del suo pontificato, l’importanza delle nuove tecnologie che permettono di far incontrare e interagire velocemente tante persone.

Non a caso il vescovo di Roma ha 9 account Twitter e ben 30 milioni di follower. Internet, ha dichiarato, “può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio”. Ha chiarito, inoltre, che “il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo” e che il cyberspazio è “un luogo di incontro, dove si può accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale”. Tutto ciò invitando i fedeli a non avere timore di farsi “cittadini dell’ambiente digitale” che è comunque un luogo “ricco di umanità”. E allora l’indicazione è chiara: sì al valore aggiunto dei social, ma con prudenza, senza perdere la bussola e senza dimenticare gli esclusi.

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