COLOMBIA, VICINA LA FINE DELLO SCIOPERO: PRESTO ACCORDO TRA GOVERNO E SINDACATI Scontri a Bogotà tra polizia e manifestanti, arrivati in città per una marcia non autorizzata

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È in dirittura di arrivo un accordo del governo colombiano che consenta di mettere fine allo sciopero dei camionisti che da un mese e mezzo danneggia il paese sudamericano. Lo sciopero generale dei camionisti (proclamato dal sindacato generale degli autotrasportatori) era stato indetto per chiedere agevolazioni sui camion, sul costo del carburante, sul pedaggio e sull’imposta sulla proprietà dei veicolo (il cosiddetto bollo). Il governo potrebbe infine accettare la proposta dei camionisti di un paniere con beni base a prezzi calmierati.

La lunga durata dello sciopero, che si protrae da oltre 47 giorni, sta causando gravi perdite economiche a ditte private e alla distribuzione del governo. Cosa ancora più grave, in diverse zone del Paese manca il combustibile, materia prima per le fabbriche, e perfino il lavoro edilizio è fermo per mancanza di materiale; ma anche beni di prima necessità come cibo e medicinali. A tutto questo si aggiunge lo scontro di due giorni fa tra polizia e manifestanti, arrivati a Bogotà per una marcia non autorizzata, durante la quale ci sono stati anche dei feriti.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos l’11 luglio scorso aveva portato a 50mila il numero di agenti di polizia e uomini dell’esercito schierati sulle strade in tutta la Colombia per affrontare lo sciopero e gli atti di violenza che si sono perpetrati in tutto il paese. in quella occasione, Santos aveva anche ordinato il sequestro dei veicoli a motore utilizzati per bloccare strade o impedire ai servizi di trasporto di operare. Gli autisti che bloccano le strade vedranno annullate le loro licenze, e i proprietari di camion o di imprese di autotrasporto che partecipano al blocco delle vie vedranno ritirate le loro concessioni oltre a multe fino a 400 milioni di pesos.

Il presidente colombiano ha invitato i camionisti a presentare “proposte realistiche”, avvertendo che le loro richieste “non possono influenzare negativamente la stragrande maggioranza dei colombiani e i bilanci familiari”. Finora le proteste, iniziate dopo che il governo non avrebbe risposto alle preoccupazioni espresse dai sindacati sull’aumento di carburante, pedaggi e merci, hanno procurato il ferimento di 18 agenti di polizia e l’arresto di 75 persone.

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