FRANCIA, LA CORTE DI CASSAZIONE CONFERMA IL RINVIO A GIUDIZIO PER CHRISTINE LAGARDE

474
christine lagarde

La Corte di Cassazione francese, in linea con la richiesta della procura, ha respinto il ricorso della direttrice del Fmi, Christine Lagarde, contro il suo rinvio a giudizio per negligenza nella vicenda dell’arbitrato del 2008, quando era ministro dell’Economia di Parigi, sul contenzioso relativo alla cessione del gruppo Adidas tra la banca Credit Lyonnais e l’uomo d’affari Bernard Tapie. Lagarde dovrà quindi comparire davanti alla Corte di giustizia della Repubblica, il tribunale che giudica l’operato dei ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

Intanto, il Fondo Monetario Internazionale, in una nota ha “continuato a esprimere la sua fiducia nella capacità del direttore generale di portare avanti con efficacia i suoi incarichi”. La vicenda per cui la Lagarde è stata rinviata a giudizio risale al 2008, quando ancora ministro dell’economia, aveva deciso di affidare a un arbitrato e non alla giustizia ordinaria, la risoluzione di una disputa tra la banca Credit Lyonnaise e il magnate Bernard Tapie.

Il tycoon era molto vicino all’ex presidente Nicolas Sarkozy. Secondo i magistrati transalpini, l’attuale numero uno del Fmi aveva cosi’ favorito l’imprenditore su pressione dello stesso inquilino dell’Esileo di allora.

Il tribunale dell’arbitrato si era espresso in favore di Tapie, consentendogli di incassare 403 milioni di euro a titolo di risarcimento per un presunto danno subito nel 1993, quando la banca acquistò la Adidas. Successivamente la Corte d’Appello impose a Tapie di restituire la somma. La Lagarde – che ha conquista la cima del Fmi lo scorso anno nonostante le sue beghe giudiziarie – nel frattempo aveva dichiarato sotto giuramento di aver agito di propria iniziativa, scagionando così Sarkozy da ogni presunto coinvolgimento.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS