TURCHIA: SOSPESA LA CONVENZIONE EUROPEA PER I DIRITTI UMANI

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Dopo il golpe fallito la situazione in Turchia si fa sempre più inquietante. Il governo di Ankara ha, infatti, deciso di sospendere la Convenzione europea per i diritti umani per il periodo in cui resterà in vigore lo stato d’emergenza. Lo ha dichiarato il vicepremier Numan Kurtulmus, parlando oggi alla stampa ad Ankara, come riporta il sito del quotidiano turco Habertürk. Kurtulmus ha precisato che il governo conta di “porre fine allo stato di emergenza il prima possibile, al massimo entro un mese e mezzo” anche se è previsto al momento per tre mesi.

“Rivedremo la struttura organizzativa dell’intelligence e le relazioni tra potere civile e militare”, ha aggiunto il vicepremier, spiegando che attualmente “ci sono debolezze sia a livello individuale sia organizzativo nella struttura dello Stato”. Non verrà cancellato, invece, il diritto di riunirsi e di manifestare. “Non è previsto alcun coprifuoco e non ci sarà alcun passo indietro nel progresso democratico” ha assicurato Kurtulmus.

Il giro di vite operato da Erdogan nell’ultima settimana preoccupa gli storici alleati della Turchia, Stati Uniti in testa. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, pur definendo come “comprensibile” la “voglia di farsi giustizia” dopo il tentato colpo di Stato, ha invitato Ankara a “proteggere le tradizioni e le istituzioni democratiche”.

Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha parlato di reazione “inaccettabile” da parte della Turchia. L’invito di Roma è quello di “contenere questa reazione nell’ambito del rispetto delle regole e dello stato di diritto”. Per il titolare della Farnesina non è tollerabile “la lunga scia delle vendette, delle liste di proscrizione, delle epurazioni e degli arresti di massa. Lo dice un governo che, come tutti i governi dei paesi occidentali, ha condannato il tentativo di colpo di stato ma la reazione a questo tentativo non può essere una reazione che stravolge le regole dello stato di diritto e del rispetto della legge”. Secondo la presidente della Camera, Laura Boldrini, con la sospensione della Convenzione dei diritti umani la Turchia “volta le spalle ai principi e ai valori dell’Europa”. Parole che pesano come un macigno sulle mai sopite aspirazioni di Ankara a entrare nella Ue.

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