22 MIGRANTI SENZA VITA SULLA NAVE DI MEDICI SENZA FRONTIERE, 209 SONO STATI SALVATI “Sono morti orribilmente, schiacciati o soffocati”, ha dichiarato un medico; 21 sono donne. Nel 2015, Msf ha operato oltre 23mila salvataggi

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migranti, 22 cadaveri a bordo della nave Acquarius di Msf

Sono 22 , i corpi senza vita recuperati dalla nave Acquarius di Medici senza Frontiere, una delle tre imbarcazioni impegnate nelle operazioni di ricerca, soccorso e assistenza nel Mediterraneo al largo delle coste libiche – con Dignity I e Bourbon Argos –, dopo avere portato in salvo 209 migranti. Ventuno sono donne.

Sono morti orribilmente, schiacciati nella ressa da chi voleva assicurarsi un posto per fuggire dalla Libia”, ha dichiarato un medico tra gli operatori nel soccorso. Domani, Acquarius arriverà a lutto nel porto di Trapani. Mentre è arrivata a Pozzallo la nave Bourbon Argos con a bordo 628 persone soccorse ieri sui gommoni in difficoltà nel Canale di Sicilia. Almeno 300 migranti saranno trasferiti nei centri di accoglienza, dopo essere stati identificati, per cercare di individuare i presunti scafisti.

La Squadra mobile di Ragusa ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di uno scafista sedicenne senegalese, emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Catania su richiesta della Procura dei Minori. Il giovane era stato arrestato a gennaio. Dopo un breve periodo presso il Centro di permanenza per minori di Catania, era stato affidato ad una comunità per minori, poi era stato trasferito per cattiva condotta. Ma la situazione non è cambiata. La Procura dei Minori di Catania ha quindi chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura cautelare e il ritorno nel carcere minorile.

Dal 2002, la Onlus Medici senza Frontiere dirige la “Missione Italia”, nel Canale di Sicilia, vicino le coste di Lampedusa, per portare assistenza medica e psicologica. Dal 2015, a bordo delle tre navi di Msf per le operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale, nel tratto tra l’Italia e la Libia, sulla principale rotta della speranza, dove soltanto l’anno scorso hanno perso la vita 2892 migranti, in maggioranza bambini e donne, i medici hanno salvato la vita ai troppi che rischiavano di morire per disidratazione o ipotermia, per le ustioni da carburante o le infezioni contratte durante la traversata. Soltanto nel 2015 sono state soccorse oltre 23mila persone, con salvataggi diretti o con trasferimenti a bordo di altre navi.

Acquarius ha un equipaggio di 11 persone, oltre ai medici e agli operatori del salvataggio. È lunga 77 metri e ha una capacità di massimo 500 persone.

Nel 2015, sono arrivate in Europa oltre un milione di persone, di cui 153mila sono sbarcate in Italia dopo avere attraversato pericolosamente il nostro mare, e principalmente nei porti siciliani. Nel 2016 gli arrivi sono perfino aumentanti considerevolmente. Sarebbero già quasi 50mila nel nostro Paese.

Sono neonati, bambini, adolescenti, il maggior numero dei migranti che sbarcano sulle coste italiane, prevalentemente in Sicilia e anche in Puglia. Viaggiano su imbarcazioni sovraccariche e in pessime condizioni di sicurezza. Moltissimi, troppi, perdono la vita in mare. Salpano prevalentemente dalla Libia, e dall’Egitto, la nuova rotta, dopo la chiusura del corridoio balcanico. Scappano da Paesi in guerra o aggrediti dalla povertà: Nigeria, Somalia, Siria, Eritrea, Marocco, Pakistan. I porti siciliani di approdo sono, con Lampedusa, Messina, Augusta, Taranto e Pozzallo.

Nei Centri di accoglienza sono ospitate oltre 130mila persone, di cui più di 20mila sono minori non accompagnati. Di 5mila bambini si sono perse le tracce e non è da escludere che siano caduti vittime della tratta di esseri umani. Questa è la verità della migrazione. Non sono numeri, ma vite umane, di cui siamo tutti responsabili, con la nostra indifferenza o, peggio, con il nostro razzismo.

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