GUERRA IN SIRIA, LA POPOLAZIONE DI ALEPPO STREMATA DALLA FAME Oltre 200mila civili vivono sotto assedio senza cibo, medicine e altri generi di prima necessità

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Sempre più critica la situazione umanitaria ad Aleppo, in Siria, dove centinaia di migliaia di persone sono a rischio fame. Da giorni infatti, soprattutto nei quartieri della zona orientale in mano ai ribelli (dove vivono oltre 200mila civili sotto assedio dell’esercito regolare siriano) da giorni mancano cibo, pane e altri generi di prima necessità. Nello specifico, è dallo scorso 7 luglio che la zona est della seconda metropoli siriana non riceve più alcun tipo di aiuto.

Anche le Nazioni Unite lanciano l’allarme. Secondo l’Ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha), ad Aleppo vi è cibo per sfamare 145mila persone per un solo mese, poi le scorte si possono ritenere esaurite. Inoltre, l’assedio – impedendo la libertà di movimento – sta bloccando la distribuzione di aiuti, rendendo impossibile per le agenzie umanitarie rispondere ai bisogni non solo in tema di cibo, ma anche di medicine, acqua e carburante.

Gran parte di Aleppo, un tempo principale hub economico e commerciale della Siria, dal 2012 diviso in due settori – governativo e ribelle – è teatro da mesi di pesanti combattimenti; il conflitto ha causato finora 280mila morti. Sempre secondo stime dell’Onu, sono oltre 600mila le persone che vivono in aree sotto assedio; nella maggioranza dei casi, si tratta di zone circondate dai reparti dell’esercito governativo. In queste aree si stanno moltiplicando i casi di malnutrizione, rendendo ancora più precarie le aspettative di vita della popolazione civile.

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