DOPO DALLAS RIESPLODONO LE PROTESTE CONTRO IL RAZZISMO, OLTRE 250 ARRESTI NEGLI USA Cortei e proteste si sono verificati in tutti gli Stati Uniti, dove migliaia di persone sono scese in strada con lo slogan "Black lives Matter"

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Sono oltre 250 le persone che sono state arrestate in tutti gli Stati Uniti dopo le proteste che sono esplose in seguito alla carneficina di Dallas, dove cinque agenti bianchi sono stati uccisi da un commando di cecchini durante una manifestazione pacifica nata con lo scopo di protestare contro l’uccisione di due afroamericani, uno in Louisiana e l’altro in Minnesota.

Cortei e proteste si sono verificati in tutti gli Stati Uniti, dove migliaia di persone sono scese in strada con lo slogan “Black lives Matter”, che già era risuonato nelle strade statunitensi dopo la morte di Michael Brown, a Ferguson in Missouri, e Freddy Grey a Baltimora.

Nella giornata di domenica, a Baton Rouge, la capitale della Louisiana il conto degli arresti è salito a quota 123. Tra di loro anche il leader dell’associazione Black live Matters, DeRay Mc Kesson che è stato arrestato – e rilasciato poi su cauzione – insieme ad altre persone mentre cercavano di ostruire un’arteria dell’autostrada locale. In Minnesota, invece, la comunità afroamericana, è scesa in strada per protestare per la morte di Philando Castle, la cui uccisione da parte di una gente durante un controllo è stata diffusa in diretta sulle reti dei social dalla fidanzata che gli sedeva accanto.

La varie comunità afroamericane sono tornate a manifestare per protestare contro la violenza ingiustificata e l’abuso di potere di alcuni agenti bianchi nei confronti di persone di colore. Episodi simili si erano verificati anche a Ferguson e più recentemente a Baltimora, dove era dovuta intervenire anche la Guardia Nazionale per cercare di ristabilire l’ordine.

Un susseguirsi di episodi che hanno dato il via a un’escalation di violenze e rappresaglie contro gli agenti di polizia. A Dallas cinque agenti bianchi sono caduti sotto i colpi di cecchini che avevano come obiettivo quello di uccidere più poliziotti possibile. In Minnesota cinque agenti sono rimasti feriti mentre erano in servizio per cercare di sedare i tafferugli; a San Antonio in Texas colpi di pistola sono stati sparati contro il quartier generale della polizia. Inoltre, nella giornata di domenica, il dipartimento di polizia di Dallas ha ricevuto una minaccia anonima contro le forze dell’ordine in città, considerata talmente seria da richiedere l’intervento delle forze speciali Swat.

Nel frattempo Barack Obama è rientrato negli Usa ed ha annunciato che sarà a Dallas per i funerali dei cinque agenti uccisi. Dalla Spagna, dove si trovava per un incontro con il premier Mariano Rajoy, Obama ha ribadito che le violenze contro la polizia “sono inaccettabili, e si rivoltano automaticamente contro le cause difese da manifestanti, anche se sono le migliori possibili”. Il presidente degli Stati Uniti ha poi fatto appello a tutte le parti, chiedendo che si instauri un dialogo perché “sono convinto che gli americani vogliono che migliori il rapporto tra la polizia e le diverse comunità”.

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