ATTENTATO A ISTANBUL, FERMATI 6 STRANIERI: ERANO IN CONTATTO CON I KAMIKAZE Lo riferisce l'agenzia di stampa turca Dogan, senza però specificare la nazionalità dei fermati

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Le forze di polizia turche hanno arrestato a Istanbul sei stranieri in relazione all’attentato all’aeroporto cittadino. Sono sospettati di appartenere all’Isis e di aver preso parte, in misura diversa, agli attentati. Nello specifico, uno è sospettato di essere stato in contatto diretto con i 3 kamikaze, mentre gli altri avrebbero “agito congiuntamente” nell’ambito della stessa organizzazione.

Lo riferisce l’agenzia di stampa turca Dogan, senza però specificare la nazionalità dei fermati. I sei sarebbero stati arrestati durante un blitz a Basaksehir, quartiere a ovest di Ankara, la capitale turca. Sono trenta – la metà delle quali con passaporto straniero – i sospetti già incriminati “per appartenenza a un’organizzazione terroristica armata” e incarcerati in Turchia per legami con il triplice attentato kamikaze del 28 giugno allo scalo turco, che ha provocato 47 morti. L’attacco non è finora stato rivendicato, ma Ankara ha puntato il dito esplicitamente contro l’Isis.

La Turchia – con Ankara e Istanbul (l’antica Costantinopoli) in prima linea – sta vivendo mesi di terrore e di quotidiani attacchi dinamitardi, alcuni dei quali fortunatamente senza vittime. Non solo da parte dell’Isis, ma anche del Pkk, il partito comunista curdo, concentrato appena fuori i confini del Paese. Una guerra su più fronti, dunque, quella che sta combattendo il governo con a capo Recep Erdogan, complicato dalla grave crisi migratoria che vede la Turchia principale avamposto per entrare in Europa.

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