SCHWAZER DICE ADDIO AI GIOCHI DI RIO: RISULTATE POSITIVE LE CONTROANALISI I legali chiederanno la sospensiva d'urgenza puntando ancora sull'"inquinamento esterno" della provetta

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Alex Schwazer

Alex Schwazer salta, di fatto, i Giochi Olimpici di Rio. La International Association of Athletics Federations (Iaaf) ha, infatti, sospeso con effetto immediato il marciatore azzurro. L’altoatesino risultò positivo ad un controllo antidoping effettuato nel gennaio del 2016, ma fu reso noto solo le scorse settimane. Secondo quanto si apprende dagli ambienti della Federazione, le seconde analisi del campione hanno confermato i risultati delle prime. Schwazer era tornato alle gare a maggio, dopo aver scontato una squalifica di tre anni e mezzo sempre per doping.

Tuttavia, i legali del marciatore hanno promesso battaglia. Nei giorni scorsi infatti, prima ancora di conoscere l’esito del nuovo test, svoltosi nello stesso laboratorio di Colonia che lo effettuò per la prima provetta, l’avvocato Brandstatter affermò: “Non ci aspettiamo molto. Abbiamo eccepito irregolarità anche gravi nel trasporto al laboratorio convenzionato del campione di urina prelevato ad Alex”. La difesa sta lavorando per chiedere una sospensiva d’urgenza del procedimento. Le motivazioni del legale sono le seguenti: la positività al testosterone, rilevata nel campione di urine prelevato al marciatore altoatesino il 1 gennaio, è stata testata e comunicata all’interessato con ritardo.

Sono trascorsi ben cinque mesi prima di effettuare i test, con i risultati arrivati il 13 maggio, ma comunicati all’atleta solo il 21 giugno, cinque settimane dopo. “I tecnici, i professori e i consulenti che hanno esaminato i profili ematici di Schwazer – spiega Brandstatter – confermano che non c’è doping. C’è solo un episodio singolo, dunque assolutamente sospetto, quindi viene da dedurre che ci sia stato un intervento esterno. Siamo molto molto convinti che ci sia qualcosa di poco trasparente. E’ triste vedere come la Iaaf abbia sospeso immediatamente Schwazer, senza riconoscere in alcun modo i passi che erano già stati fatti. Abbiamo in mano la prova che non si tratta di doping, e che nella condotta di Schwazer tutto è stato regolare. C’è stato un intervento esterno sul prelievo, è evidente, già nel mese di maggio e ciò è estremamente grave. Ora ricorreremo contro la sospensiva con l’auspicio che si arrivi in tempo a stabilire la verità”. Anche Donati, storico paladino della lotta al doping, che si è esposto aiutando nella veste di allenatore di Schwazer nel suo ritorno, ha severamente ammonito: “I responsabili di questo omicidio sportivo devono essere ricercati all’interno della struttura della Iaaf”.

 

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