CONGELATI I BENI DELL’EX PRESIDENTE ARGENTINA, KIRCHNER: “RIDICOLE MOLESTIE DEL ‘PARTITO DEI GIUDICI'” Lo scorso primo luglio erano state perquisite le proprietà in Patagonia

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KIRCHNER

Momento delicato sul fronte giudiziario per Cristina Fernandez de Kirchner, ex presidente dell’Argentina. Un giudice di Buenos Aires ha congelato i beni della politica sudamericana perché la donna è stata accusata di avere compiuto transazioni fraudolente in valuta estera durante gli ultimi mesi del suo governo, un anno fa. Anche alcuni dei suoi più stretti collaboratori sono finiti sotto inchiesta per presunta cattiva gestione dei fondi pubblici.

L’ex presidente ha negato ogni responsabilità ed ha accusato il governo di centro-destra di Mauricio Macri, attualmente al potere, di tramare contro di lei. “Le molestie da parte di quello che io definisco il ‘partito dei giudici’ – si legge sulla Bbc – sono diventate ridicole”, ha commentato Cristina Kirchner durante una conferenza stampa dopo essere comparsa in tribunale. All’esterno dell’edificio erano stati dispiegati centinaia di agenti di polizia per motivi di sicurezza. Nello specifico, l’ex presidente è accusata di avere ordinato operazioni irregolari della Banca centrale, in dollari, sul mercato statunitense. Il giudice Claudio Bonadio, che guida le indagini, è un dichiarato oppositore dell’ex capo dello Stato, ricorda il network britannico.

Il primo luglio, inoltre, sempre Bonadio aveva ordinato la perquisizione di una decina di proprietà nella Patagonia dell’ex presidente. Al centro delle inchieste della magistratura si trova la società Los Sauces, fondata da Nestor Kirchner, marito e predecessore di Cristina alla Casa Rosada, che avrebbe sottoscritto contratti d’affitto fittizi con Lazaro Baez – imprenditore delle costruzioni in carcere con l’accusa di riciclaggio – per camuffare tangenti su contratti di opere pubbliche attribuiti senza appalto. In quella occasione, le perquisizioni avevano suscitato una forte reazione da parte della ex presidente, che in una serie di tweet aveva attaccato Macri, i giudici e alcuni media. Anche quella volta, Cristina aveva denunciato di essere una “perseguitata politica”.

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