ATTENTATO IN ISTANBUL, IL CREMLINO: “IGNORATE LE NOSTRE SEGNALAZIONI” L'attentato all'aeroporto di Ataturk è l'ennesimo colpo colpo al turismo di Istanbul e più in generale della Turchia

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Istanbul

Il possibile coinvolgimento di alcuni cittadini russi – alcuni media ipotizzano possano essere ben 11 – all’attentato di Istanbul sarebbe il risultato di segnali di allerta “ignorati” da parte delle autorità turche o di altri paesi europei. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov sottolineando come, “purtroppo”, la Russia abbia usato “per anni” diversi canali, “anche quelli speciali”, per “segnalare ai colleghi turchi ed europei” la presenza di “individui sospettati” di attività terroriste che “avevano intenzione di unirsi a gruppi estremisti”.

Peskov ha aggiunto che a queste persone veniva “dato asilo” e che la maggior parte delle segnalazioni provenienti da Mosca non venivano prese in “seria considerazione” quando “non apertamente ignorate”. La “conseguenza” di tutto ciò potrebbe essere l’attentato di Istanbul. Lo riporta la Tass.

Inoltre, i media locali, hanno comunicato oggi che tra i 30 arrestati dalle autorità turche – perché sospettati di essere coinvolti nell’attentato all’aeroporto Ataturk di Istanbul – ci sarebbe anche un cittadino russo, ex detenuto nella prigione Usa di Guantanamo. I media locali hanno citato anche una fonte giornalistica americana che ha identificato il presunto attentatore come Airat Vakhitov.

L’attentato all’aeroporto di Ataturk è l’ennesimo colpo colpo al turismo di Istanbul e più in generale della Turchia. I dati diffusi non molto tempo prima dal ministero del turismo erano stati pesantissimi. Ad aprile erano arrivati 1,7 milioni di stranieri, il 28% in meno rispetto a un anno prima nello stesso mese e, cosa ancor più preoccupante, il peggior dato dal 1999. A maggio, poi, il calo degli arrivi dall’estero era stato addirittura del 34,7%, un crollo che non si vedeva dal lontano 1994.

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