PAMPLONA, AL VIA LA CORSA DEI TORI IN ONORE DI SAN FIRMINO

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Ha inizio oggi, a Pamplona, capitale della regione spagnola di Navarra, la festa di San Firmino. Il 6 luglio, infatti, a mezzogiorno, nella piazza del municipio ha luogo il lancio del chupinazo, o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia le feste. Vengono stappate centinaia di bottiglie di vino spumante e non solo. Il nettare di bacco, però, vista l’agitazione della folla, si divide in parti uguali tra lo stomaco e dei vestiti propri e dei vicini. La ressa è notevole, e per chi arriva tardi è molto difficile avvicinarsi al palazzo. Palloni gonfiabili di grandi dimensioni rimbalzano tra la folla. Quando l’incaricato dello sparo si avvicina al razzo, si ode un il grido rituale: “Pamploneses. Viva San Fermín, Gora San Fermin!”.

Comincia la festa, seguita da fiumi di vino. Una delle attività più famose dei Sanfermines è l’“Encierro”, che consiste in una corsa di circa 800 metri davanti ai tori, che ha come punto di arrivo la plaza de toros. E’ un “rito”  che avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti. La festa ha un’origine che risale a vari secoli fa, sebbene la sua forma attuale sia un fenomeno recente, data la sua singolarità, che senza dubbio è l’evento per il quale più si conosce Pamplona nel mondo. La sua struttura, affollata e cosmopolita, è il risultato di una lenta evoluzione che risale al Medioevo.

Tre celebrazioni indipendenti stanno alla genesi dei questa manifestazione folkloristica: gli atti religiosi in onore di San Firmino, anteriori al XII secolo, le feste commerciali e la corrida, entrambe documentate a partire dal XIV secolo. I pamplonesi celebrano anche il patrono della loro città, San Saturnino, il 29 di novembre. Ma stanchi dell’inclemenza del clima autunnale, decisero nel 1591 di spostare la festa al giorno del co-patrono di Navarra, San Firmino, il 7 luglio. Lo scrittore statunitense Ernest Hemingway fu tra le persone che contribuirono a pubblicizzare l’evento mediante il suo libro “Fiesta”.

La popolazione di Pamplona passa durante questa settimana da 190.000 abitanti a più di 1.500.000 di persone. In questi giorni i residenti che cercano un po’ di tranquillità affittano le loro case ai turisti, che pagano fior di quattrini per poter osservare la corsa dei tori dai balconi affacciati sul percorso, o semplicemente per trovare un’alternativa agli alberghi e alle pensioni che registrano il tutto esaurito. La maggior parte dei negozi sono chiusi. Passeggiando tra le strade della città si ha l’impressione che esistano solo bar, discoteche, ristoranti, ed altre attività relazionate con la festa come la vendita di souvenir. La corsa di Pamplona è contestata duramente dagli animalisti, che protestano contro le crudeltà inflitte ai tori, uccisi dopo la corsa.

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